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CHIVASSO. Ancora troppi incidenti…

In questi ultimi giorni si sono verificati nuovi incidenti sulle strade e autostrade del chivassese, anche mortali, come quelli al casello di Rondissone sulla A4 Torino-Milano. Purtroppo non sono mancati gli incidenti sulle strade provinciali – ora di competenza della Città Metropolitana di Torino – come quello di mercoledì scorso nei pressi dello svincolo di Chivasso Ovest dell’Autostrada Torino-Milano. Due le auto coinvolte e tre i feriti. Un tratto di strada considerato da sempre tra i più pericolosi del chivassese. Se non fosse per lo Stato, con il suo demenziale “patto di stabilità”, investire nella sicurezza stradale porterebbe indubbi vantaggi: riduzione degli incidenti, risparmio di vite umane e un minor costo complessivo per le finanze pubbliche negli interventi sanitari. Dunque investire nella sicurezza stradale non è solo un problema di scelte politiche locali sbagliate ma è anche la conseguenza di un vincolo: quello delle norme sul patto di stabilità che inibiscono la capacità di investimento. Vincoli inaccettabili che vanno ad incidere pesantemente sulla sicurezza dei cittadini che percorrono ogni giorno le nostre strade. Un Parlamento illegittimo e distante dai cittadini passa il proprio tempo a scrivere una riforma costituzionale che va a togliere altra democrazia o a salvatare le banche di famiglia. I problemi del paese sono altri e devono essere affrontanti. Di fronte a una situazione insostenibile il governo ha deciso di ignorare l’unica scelta possibile per risolvere il problema: aumentare i tetti di spesa per le opere destinate a garantire la sicurezza sulle strade. In un tempo in cui chi governa continua a bruciare miliardi di euro per realizzare opere faraoniche, salvare vite umane rendendo sicure stradale e scuole è un atto rivoluzionario! Odio la rassegnazione perché si finisce per dimenticarsi del perché si è diventati rassegnati. Se vuoi dare un futuro alla tua città non basta aspettare e sperare, occorre vivere e partecipare! Che ognuno si impegni in prima persona se vuole che le cose cambino, perché solo insieme possiamo farcela!

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