AGGIORNAMENTI
Cerca
14 Settembre 2016 - 17:47
Giulia Mazzoli, ex assessore con Ciuffreda
Domenica mattina, seduto in mezzo al pubblico, ho assistito all’inaugurazione dalla nuova pista di atletica dell’impianto Comunale “Paolo Rava” di Chivasso. Tra le autorità presenti c’era anche il Presidente Regionale del CONI che, nel suo messaggio di saluto, ha manifestato la sua preoccupazione circa il rischio che l’Italia non possa partecipare alle Olimpiadi del 2028. Anche il Sindaco e l’Assessore Mazzoli si sono guardati bene dall’approfondire tale dichiarazione. E’ bene essere chiari e senza doppi sensi: l’Italia parteciperà, con i suoi migliori atleti, alle olimpiadi 2028 ovunque esse si svolgeranno, ma non a Roma. Un Paese, il nostro, divorato da corruzione ed illegalità, con un debito pubblico di 2.248 miliardi di euro, cresciuto con l’attuale Governo al ritmo di 5 miliardi al mese (116.000 euro al minuto), a chi e a cosa servono le Olimpiadi? Se le Olimpiadi o i mondiali, sono spesso funzionali alle classi politiche ed economiche per appagare il loro delirio di onnipotenza, i Giochi vengono utilizzati per ipotecare il futuro dei nostri giovani gonfiandoli di altri debiti. Roma, che non si è ancora ripresa dai mondiali di Nuoto del 2009 (con un deficit di 9 milioni di euro), ha debiti e macerie ancora da smaltire. Quasi tutte le edizioni dei giochi, oltre a portare debiti, hanno visto raddoppiare il budget iniziale previsto, in media di un +176%, a partire dalle Olimpiadi di Montreal del 1976. Anche la Adusbef, impegnata da anni a diffondere politiche economiche sostenibili ed una riduzione del debito pubblico ritiene sacrosanta la decisione di far rinunciare Roma alla candidatura delle Olimpiadi, per offrire un segnale di serietà e rigore nella gestione dei conti pubblici, per evitare che si possa continuare a giocare sulla pelle dei giovani, mentre il Paese non è ancora uscito dalla gravissima crisi economica, etica e morale che da anni lo perseguita. Se vogliamo dare un futuro al nostro Paese non basta aspettare e sperare, occorre reagire e partecipare! Che ognuno si impegni in prima persona se vuole che le cose cambino, perché solo insieme possiamo farcela!
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.