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12 Maggio 2016 - 17:15
Gv 14, 15 - 26 Pentecoste
Gesù risorto ascende al cielo e ci dona il suo Spirito in un unico movimento
Però Luca nel libro degli Atti colloca il dono dello Spirito 50 giorni dopo Pasqua, alla festa di Pentecoste. Il motivo è pedagogio. Far capire come lo Spirito Santo abbia sostituito la legge antica esterna all’uomo, con la legge nuova dell’amore che cambia l’uomo dall’interno.
Giovanni vede nel giorno di Pasqua compiersi la profezia riportata dai profeti che Dio avrebbe rinnovato i nostri cuori dall’interno: “Vi darò un cuore nuovo, e metterò dentro di voi il mio Spirito , così che potrete vivere di me.”
L’opera della Spirito è azione vivificatrice, che richiama il momento della creazione. Non siamo più in balia del male. Proprio per questo, il Signore affida alle sue chiese il potere delegato di rimettere i peccati, così che la sua opera misericordiosa di salvezza continui verso noi e verso tutti.
pace e bene
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