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28 Aprile 2026 - 16:03
Torino rende definitiva la tessera alias sui mezzi pubblici: “Un diritto, non un privilegio”
Dopo due anni di sperimentazione, la città di Torino compie un passo definitivo sul fronte dei diritti e dell’inclusione. La tessera alias per il trasporto pubblico diventa una misura stabile: chi è in un percorso di affermazione di genere potrà utilizzare sui mezzi Gtt un documento con il proprio nome d’elezione, senza dover esibire dati anagrafici non corrispondenti alla propria identità.
La sperimentazione, avviata nei mesi scorsi e che ha coinvolto 42 utenti, ha portato la Giunta a rendere permanente uno strumento pensato per semplificare la quotidianità e ridurre situazioni di disagio durante i controlli sui mezzi pubblici.
«Con questa decisione rendiamo stabile una misura concreta che contribuisce a rendere i servizi pubblici più rispettosi delle persone. La tessera alias non è un privilegio, ma uno strumento che consente di utilizzare il trasporto pubblico senza dover giustificare la propria identità e garantire alle persone trans e non binarie un documento con il nome d’elezione significa dare concretezza ai diritti fondamentali legati alla vita quotidiana, a partire dalla mobilità», ha dichiarato l’assessore comunale ai Diritti Jacopo Rosatelli.
Sulla stessa linea anche l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, che ha sottolineato il valore pratico della misura: «Il trasporto pubblico dev'essere uno spazio accessibile e sicuro per tutte e tutti. La sperimentazione ha confermato che la tessera alias è uno strumento semplice ma efficace per prevenire situazioni di disagio e rendere il servizio più inclusivo».
Dal punto di vista tecnico, la soluzione adottata dal Comune supera i limiti della carta BIP, che non può essere modificata nei dati anagrafici. La tessera alias si presenta quindi come un supporto amministrativo privo di chip, collegato all’abbonamento ufficiale: riporta la fotografia aggiornata dell’utente, il nome d’elezione e il numero seriale dell’abbonamento, garantendo così la regolarità del viaggio senza esporre informazioni personali discordanti.
Con questa scelta, Torino consolida un percorso già avviato negli anni scorsi, trasformando una sperimentazione in uno strumento strutturale. Un intervento che agisce su un aspetto concreto della vita quotidiana, come l’accesso ai trasporti, e che punta a rendere il servizio pubblico più inclusivo e rispettoso delle identità.

Chiara Foglietta
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