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Una bandiera, due Italie: il restauro svela la storia nascosta tra monarchia e Repubblica

Il lavoro del Consorzio San Luca riporta alla luce un reperto del primo Novecento, tra monarchia e Repubblica

Una bandiera, due Italie

Una bandiera, due Italie: il restauro svela la storia nascosta tra monarchia e Repubblica

Un oggetto che non è solo tessuto, ma memoria stratificata. In occasione del 25 aprile, il Consorzio San Luca per la cultura, l’arte e il restauro ha scelto di raccontare il valore della Liberazione attraverso il recupero di una bandiera storica legata all’Associazione Nazionale Combattenti di Prascorsano, piccolo centro del Canavese. Un intervento che restituisce non solo un manufatto, ma un frammento di storia italiana, sospeso tra monarchia e Repubblica.

Il restauro, concluso recentemente, ha riguardato una bandiera realizzata verosimilmente dopo gli anni Venti del Novecento. A consentire una datazione più precisa è stata una scritta ricamata, elemento fondamentale per risalire alla ditta produttrice: la torinese Clemente Tappi, attiva già dal 1919 in via Garibaldi. Un laboratorio specializzato in arredi e paramenti religiosi, che testimonia come, in quell’epoca, la produzione di simboli civili fosse spesso affidata a realtà artigianali con competenze consolidate nel settore tessile.

Il manufatto presenta caratteristiche che raccontano un passaggio storico preciso. Sul fronte compare un elmo ricamato, simbolo evidente del legame con il mondo dei combattenti e con la memoria della guerra. Sul retro, invece, il tricolore è disposto in orizzontale, ma ciò che colpisce è la presenza di residui adesivi sulla banda bianca. Un dettaglio apparentemente marginale che si è rivelato decisivo per la lettura storica dell’oggetto.

L’analisi condotta durante il restauro ha infatti permesso di ipotizzare la presenza originaria dello stemma dei Savoia, successivamente rimosso. Una pratica diffusa nel secondo dopoguerra, quando con la nascita della Repubblica molti simboli legati alla monarchia vennero eliminati o modificati. Un intervento che non cancellava completamente il passato, ma lo trasformava, adattandolo al nuovo contesto politico e istituzionale.

La conferma di questa interpretazione è arrivata anche dal confronto con lo studioso Enrico Ricchiardi, esperto di vessillologia. Un passaggio che sottolinea l’importanza della collaborazione tra restauratori e studiosi per ricostruire la storia degli oggetti, soprattutto quando si tratta di manufatti che hanno attraversato epoche diverse e subito modifiche nel tempo.

Il restauro non si limita quindi a un’operazione tecnica, ma diventa uno strumento di conoscenza. Attraverso l’osservazione dei materiali, delle cuciture e delle tracce lasciate dagli interventi successivi, è possibile ricostruire non solo la vita dell’oggetto, ma anche il contesto in cui è stato utilizzato. Nel caso della bandiera di Prascorsano, emergono elementi che rimandano a un’Italia segnata da profondi cambiamenti, dalla fine della monarchia alla nascita della Repubblica.

Interventi come questo assumono un valore particolare in territori come il Canavese, dove il patrimonio storico è spesso diffuso e meno visibile rispetto ai grandi centri urbani. La presenza di associazioni locali, come quella dei combattenti, testimonia un legame diretto con la storia del Novecento, fatto di memoria collettiva e identità comunitaria.

Il lavoro del Consorzio San Luca si inserisce in una tradizione consolidata di tutela e valorizzazione dei beni culturali, che non riguarda solo opere d’arte di grande valore, ma anche oggetti legati alla storia civile. La bandiera restaurata diventa così un documento, capace di raccontare non solo chi l’ha realizzata, ma anche chi l’ha utilizzata e trasformata nel corso del tempo.

L’intervento è stato curato da Simona Morales, in collaborazione con Roberta Garagliano, e sarà approfondito nei dettagli in occasione della Festa della Repubblica. Un momento che offrirà l’occasione per entrare nel merito delle tecniche utilizzate e delle scelte effettuate durante il restauro, completando il percorso di valorizzazione dell’opera.

In un contesto in cui la memoria storica rischia spesso di essere semplificata o ridotta a celebrazione formale, il recupero di un oggetto come questo restituisce complessità e profondità. La bandiera di Prascorsano non è solo un simbolo, ma un testimone silenzioso di trasformazioni politiche e sociali che hanno segnato il Paese.

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