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La Liberazione tra responsabilità e ricordo: a San Raffaele Cimena il 25 aprile delle scuole

I ragazzi sanraffaelesi sono stati i veri protagonisti delle celebrazioni, tra educazione civica e storia. Demasi: “Loro sono il futuro”

La Liberazione tra responsabilità e ricordo: a San Raffaele Cimena il 25 aprile delle scuole

La Liberazione tra responsabilità e ricordo: a San Raffaele Cimena il 25 aprile delle scuole

«Il 25 aprile non è soltanto memoria: è una responsabilità viva, che si rinnova e si trasmette di generazione in generazione». Con queste parole, espresse dal vicesindaco Vincenzo Demasi, si sono aperte le celebrazioni dell'81esimo anniversario della Liberazione a San Raffaele Cimena. La cerimonia ufficiale del Comune si è svolta quest'anno venerdì 24 aprile «per consentire alle scuole di essere parte attiva di questo momento», ha spiegato Demasi. «Celebrare la Liberazione – ha aggiunto – significa dare valore alla libertà attraverso i comportamenti quotidiani, con gesti concreti di partecipazione, rispetto e attenzione al bene comune. I nostri ragazzi sono il nostro futuro, i destinatari più autentici di questa eredità e del suo significato più profondo».

La giornata si è sviluppata lungo quello che il sindaco Ettore Mantelli ha definito il “tragitto del ricordo”, un percorso tra i luoghi simbolo della memoria locale. Prima tappa a Cimena, dove la delegazione comunale ha deposto una corona ai caduti. Qui la cerimonia ha incrociato una scolaresca in visita sulle colline sanraffaelesi. «Un nugolo di bambini della scolaresca Capponi di Milano – ha illustrato Mantelli – hanno partecipato silenziosi alla deposizione della corona e al dono dei fiori al partigiano Pillot». Una presenza che ha rafforzato il senso stesso della scelta fatta dall’amministrazione: coinvolgere i più giovani in un momento che rischia altrimenti di restare solo formale.

Il percorso è poi proseguito lungo la strada provinciale, con la deposizione dei fiori ai partigiani Villani e Musso, fino ad arrivare a San Raffaele Alto, dove è stato ricordato il partigiano Tubino. Successivamente, una seconda corona è stata deposta al Parco della Rimembranza, prima della cerimonia ufficiale conclusiva in piazza Europa. Qui si è svolto il momento istituzionale, con la deposizione della terza corona davanti alla bandiera tricolore e al cippo dedicato ai caduti di Nassiriya.

Una celebrazione diffusa, quindi, costruita su più tappe e su un forte coinvolgimento del territorio. Mantelli ha parlato di «una bella giornata», sottolineando la partecipazione e il contributo delle realtà locali. «Grazie alla scuola, alla Banda Musicale, ai Carabinieri, agli Alpini, agli AIB, ai cittadini», ha elencato, riconoscendo il ruolo di tutte le componenti che hanno reso possibile l’iniziativa. Un momento che, nelle parole del sindaco, è stato «tutto semplicemente bello», ma che ha avuto anche una precisa finalità: mantenere viva la memoria della Resistenza e trasmetterla alle nuove generazioni.

Un obiettivo che torna anche nelle parole di Demasi, che ha chiuso riportando il 25 aprile al presente. La democrazia, ha ricordato, «non può mai essere considerata acquisita una volta per tutte», ma vive e si rafforza attraverso l’impegno quotidiano. In un tempo segnato da tensioni e conflitti, il richiamo è anche al valore della pace, «una scelta esigente» che si costruisce ogni giorno. Per questo il 25 aprile non è soltanto una data da ricordare. Ma un impegno da vivere.

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