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Ivrea in Azione

Ivrea oltre lo specchietto retrovisore

La comunicazione non è più un dettaglio, ma una scelta politica: tra identità, turismo e futuro, la città deve imparare a raccontarsi per non restare ferma

Ivrea oltre lo specchietto retrovisore

Ivrea, via Jervis

Per anni ci siamo cullati nel rassicurante tepore del "saper fare". Ivrea, la città dell'architettura moderna, il cuore pulsante dell'informatica che fu, la capitale di un Carnevale storico e speciale per noi eporediesi. Eppure, nel mercato globale dell'attenzione, il saper fare non basta più se non è accompagnato dal saper dire. Oggi, l'approccio comunicativo della nostra città non è più un vezzo estetico o un capitolo marginale del bilancio, è un atto politico fondamentale.

Il paradosso di Ivrea è quello di essere un sito UNESCO che spesso si comporta come un circolo privato. Attrarre turismo non significa solo stendere tappeti rossi per i visitatori della domenica, che neanche quello facciamo, ma definire quale identità vogliamo proiettare nel futuro. Se la nostra comunicazione resta frammentata, timida o, peggio, ancorata esclusivamente alla nostalgia olivettiana, condanniamo la città a essere un museo a cielo aperto, bellissimo, per carità, ma inerte.

Per trasformare Ivrea in una destinazione competitiva, l'agenda politica deve dare priorità a una narrazione integrata. Non basta citare Adriano Olivetti, bisogna tradurre quel "modello" in un linguaggio contemporaneo che parli a nomadi digitali, investitori e turisti culturali. La comunicazione deve passare da celebrativa a funzionale, altrimenti continuiamo a raccontarcela. Allo stesso modo, un turista che non trova informazioni chiare, multilingua e facilmente fruibili da smartphone è un turista perso, la politica deve investire in un’infrastruttura digitale che sia all'altezza della nostra eredità tecnologica. Ivrea deve inoltre smettere di pensarsi come un'isola. Il Canavese è il nostro ecosistema naturale e una comunicazione politica intelligente deve saper valorizzare il territorio circostante, ponendo la città come hub centrale di un'offerta che va dall'outdoor all'enogastronomia, abbiamo molto su cui puntare.

"La città non è fatta di pietre, ma di uomini e donne e delle storie che decidono di raccontare."

Non è (solo) una questione di risorse, ma di visione strategica. Attrarre turismo significa generare indotto, creare posti di lavoro per i giovani e contrastare lo spopolamento. Se l'amministrazione non assume la regia di questa narrazione, continueremo a subire il turismo invece di governarlo.

È tempo che Ivrea parli a voce alta. Non per vanità, ma per necessità. Perché una città che non sa raccontare il proprio valore finisce inevitabilmente per perderlo. Ivrea ha tante storie da raccontare, ma se la voce non si traduce in suono, movimento e presenza, muore. Ciao!!

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