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San Giusto Canavese al voto: Boggio e Galati, due visioni a confronto per il futuro del paese

Continuità amministrativa contro proposta civica di rinnovamento: servizi, comunità e sviluppo al centro della sfida elettorale

San Giusto Canavese al voto: Boggio e Galati, due visioni a confronto per il futuro del paese

San Giusto Canavese al voto: Boggio e Galati, due visioni a confronto per il futuro del paese

Il conto alla rovescia è ormai entrato nella fase decisiva. A San Giusto Canavese, piccolo centro del Canavese con una forte identità comunitaria, la campagna elettorale per le amministrative del 24 e 25 maggio 2026 si struttura attorno a un confronto chiaro e diretto: da un lato la sindaca uscente Giosi Boggio, dall’altro Domenico Galati, volto della lista civica “Siamo San Giusto”. Due candidature che rappresentano non solo persone e programmi, ma soprattutto due approcci differenti alla gestione del paese.

Da una parte c’è la continuità, dall’altra la proposta di cambiamento. In mezzo, una comunità chiamata a scegliere la direzione dei prossimi anni.

Boggio, la continuità amministrativa e la sfida della riconferma

Giosi Boggio, nata nel 1956 proprio a San Giusto Canavese, si presenta agli elettori con l’obiettivo di proseguire il lavoro avviato durante il suo mandato. La sua candidatura si inserisce nel solco della tradizione civica locale, rappresentata dalla “Lista Civica San Giusto”, riconoscibile dal simbolo storico dello scudo araldico.

Una scelta che non è soltanto grafica, ma politica: mantenere un’identità riconoscibile e rassicurante, capace di trasmettere stabilità in un contesto in cui la gestione amministrativa è spesso legata alla continuità delle scelte.

Accanto alla sindaca uscente si schiera una squadra ampia, composta da Simona Sandra Amore, Leandro Boggio, Renato Canil, Isabella Cappio Baccanetto, Rosanna Lupo, Michele Mennuni, Marcela Muntianu, Manuela Pallozzi, Luca Panero, Elena Serazio, Sebastiano Zerpico e Gianfranco Zito.

Una lista che mescola esperienza e rinnovamento, con candidati provenienti da diversi ambiti professionali e sociali. L’obiettivo dichiarato è quello di rappresentare in modo completo la comunità, mantenendo un legame diretto con il territorio e con le esigenze quotidiane dei cittadini.

Il punto di forza della proposta di Boggio è proprio questo: la capacità di presentarsi come una squadra già rodata, capace di garantire continuità amministrativa e di portare avanti progetti già avviati. In un contesto come quello di San Giusto, dove le dimensioni contenute del Comune rendono centrale il rapporto diretto tra amministratori e cittadini, questo elemento assume un peso rilevante.

La sfida, tuttavia, non è priva di difficoltà. Dopo anni alla guida del Comune, la sindaca uscente deve confrontarsi con una doppia esigenza: da un lato difendere il lavoro svolto, dall’altro convincere l’elettorato che esiste ancora spazio per un ulteriore sviluppo sotto la stessa guida.

Galati, la proposta civica tra partecipazione e nuove competenze

Sul fronte opposto si colloca la lista “Siamo San Giusto”, guidata da Domenico Galati, educatore di formazione e imprenditore sociale. Una figura che porta con sé un’esperienza maturata nel mondo del sociale e che si propone come interprete di un’esigenza di rinnovamento e maggiore partecipazione.

La squadra costruita attorno a Galati rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti della proposta. Tra i candidati figurano Mauro Cerutti, Beatrice Battistini, Paola Franci, Ettore Caprella, Iulian Patrasc Negru, Marino Sacco, Elisa Iannone, Marina Bergadano, Federica Defilippi, Marcello Falco, Moreno Grosso e Italo Sparacino.

Un gruppo eterogeneo, che unisce professionisti, lavoratori, tecnici e giovani, con percorsi diversi ma un obiettivo comune: portare all’interno dell’amministrazione comunale un approccio più trasversale e multidisciplinare.

La presenza di figure come una dottoranda in Scienze Politiche accanto a imprenditori, insegnanti e tecnici rappresenta un tentativo di costruire una squadra capace di leggere il territorio da più prospettive.

La lista “Siamo San Giusto” ha scelto di puntare molto sul contatto diretto con i cittadini, privilegiando momenti di incontro informale, come la presenza al mercato o durante eventi locali. Un metodo che si traduce in una campagna elettorale costruita sul dialogo e sull’ascolto, con l’obiettivo di raccogliere esigenze e trasformarle in proposte.

Questo approccio riflette una visione precisa: riportare la politica tra le persone, superando la distanza percepita tra istituzioni e cittadini. Il confronto tra Boggio e Galati non è soltanto personale, ma rappresenta due modelli amministrativi distinti. Da un lato, la continuità, che punta sulla stabilità, sull’esperienza e sulla conoscenza delle dinamiche amministrative. Un modello che privilegia la solidità e la gradualità degli interventi.

Dall’altro, il rinnovamento, che propone un’apertura maggiore alla partecipazione e un approccio più flessibile, capace di integrare competenze diverse e di adattarsi rapidamente ai cambiamenti.

Entrambi i modelli si confrontano con le stesse sfide:

  • la gestione dei servizi locali
  • il mantenimento della qualità della vita
  • il contrasto al calo demografico
  • la necessità di uno sviluppo sostenibile

Temi che accomunano molti piccoli comuni del territorio, dove le risorse limitate rendono ancora più importante la capacità di pianificazione e di gestione. La sfida elettorale di San Giusto si inserisce in un contesto più ampio, in cui le liste civiche continuano a rappresentare il principale strumento di partecipazione politica nei piccoli centri.

A differenza delle realtà urbane più grandi, qui il confronto politico si gioca spesso su basi diverse: meno ideologia, più pragmatismo; meno appartenenza partitica, più attenzione alle persone e ai problemi concreti.

In questo scenario, la composizione delle liste assume un ruolo centrale. Non si tratta solo di programmi, ma di fiducia: gli elettori conoscono direttamente i candidati, ne valutano il percorso e la credibilità. Nelle settimane che precedono il voto, il confronto tra le due liste si intensificherà attraverso incontri pubblici, iniziative sul territorio e momenti di dialogo diretto.

Per entrambe le proposte, il rapporto con i cittadini rappresenta un elemento decisivo. Da una parte, la sindaca uscente può contare su una rete consolidata di relazioni costruite negli anni. Dall’altra, la lista guidata da Galati punta su una presenza capillare e su un approccio più informale. Il voto di maggio rappresenta un passaggio importante per San Giusto Canavese. Non solo per la scelta dell’amministrazione, ma per la definizione della direzione futura del paese.

Continuità o cambiamento, stabilità o rinnovamento: sono queste le coordinate entro cui si muove la sfida elettorale. In gioco non c’è soltanto la gestione del presente, ma la capacità di costruire una visione per i prossimi anni, in un contesto in cui i piccoli comuni devono confrontarsi con trasformazioni economiche e sociali sempre più rapide.

San Giusto si prepara così a un confronto che, pur nelle dimensioni contenute del paese, riflette dinamiche più ampie: il rapporto tra tradizione e innovazione, tra esperienza e nuove energie, tra amministrazione consolidata e proposta alternativa. Sarà il voto dei cittadini a stabilire quale di queste visioni saprà interpretare meglio le esigenze della comunità.

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