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25 Aprile 2026 - 19:08
Foto Profilo Instagram "Inter"
L’appuntamento con lo scudetto è soltanto rimandato, non cancellato. Dopo il successo del Napoli, che ha momentaneamente frenato i sogni di festa immediata, l’Inter è chiamata a rispondere sul campo per continuare la propria corsa verso il titolo. Domani i nerazzurri saranno di scena allo Stadio Olimpico Grande Torino contro il Torino, in una sfida che può avvicinare in maniera decisiva il ventunesimo tricolore della storia interista.
La situazione in classifica resta favorevole alla squadra guidata da Cristian Chivu, subentrato nel corso della stagione e capace di dare nuova linfa al gruppo. Ai nerazzurri mancano infatti soltanto quattro punti per la certezza matematica dello scudetto: un margine ridotto, ma ancora da conquistare con lucidità e continuità. La trasferta in casa granata rappresenta dunque uno snodo fondamentale: una vittoria significherebbe mettere una seria ipoteca sul titolo, lasciando agli avversari soltanto le briciole della speranza.
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Alla vigilia del match, il tecnico Cristian Chivu ha trasmesso serenità e fiducia, senza però abbassare la guardia:
“Siamo sereni come sempre, consapevoli del lavoro svolto e di quanto abbiamo fatto per metterci in questa condizione. Ma mancano ancora partite e punti per avvicinare uno dei nostri obiettivi, un nostro sogno”, ha dichiarato in conferenza stampa.
Un percorso costruito con pazienza e determinazione, che secondo l’allenatore non può essere ridotto alle sole ultime settimane. “Si può parlare di impresa? Questa squadra è da anni che prova a fare imprese. Cerca sempre di essere competitiva: quando alleni l’Inter hai grandi obiettivi, perché la storia del club lo impone”, ha aggiunto, richiamando il peso della tradizione nerazzurra.
Il tecnico invita inoltre a leggere la stagione nel suo complesso, evitando analisi parziali:
“Voi parlate del periodo dopo la sosta, ma io guardo all’intero campionato. Siamo arrivati alla pausa con un vantaggio importante, poi alcuni pareggi e la sconfitta con il Milan hanno generato critiche, ma avevamo comunque 6 o 7 punti di margine”.
Un margine che l’Inter è riuscita a gestire, anche nei momenti più delicati. “La partita contro la Roma è stata molto importante, così come la vittoria a Como, su un campo difficile. Ci siamo messi da soli nella condizione di poter sognare”, ha sottolineato Chivu, evidenziando la maturità acquisita dalla squadra nei momenti chiave.
I numeri, del resto, raccontano una stagione di altissimo livello: oltre 100 gol segnati e una differenza reti di +49 certificano la superiorità offensiva e l’equilibrio complessivo del gruppo. “Le ultime quattro partite non rappresentano tutto. Io parlerei di una squadra che ha sempre messo la faccia e cercato la prestazione. Ultimamente abbiamo alzato il livello anche sotto il profilo dell’orgoglio, diventando più concreti e pragmatici”, ha spiegato l’allenatore.
Sul fronte degli infortunati arrivano notizie incoraggianti, fondamentali in questa fase decisiva. Lautaro Martínez è in netto miglioramento e potrebbe tornare in gruppo già dalla prossima settimana, mentre Alessandro Bastoni stringe i denti nonostante qualche fastidio residuo.
Capitolo a parte per Petar Sucic, protagonista inatteso e simbolo di sacrificio: “Ha avuto una tripla frattura alla mano per due mesi e non lo abbiamo mai detto. Ha giocato tante partite con il gesso, ora è tornato a pieno regime”, ha rivelato Chivu. Il centrocampista croato potrebbe trovare spazio dal primo minuto contro il Torino, premiato per la sua dedizione e il rendimento crescente.
Infine, l’allenatore nerazzurro ha voluto sottolineare la forza mentale del gruppo, capace di reagire alle critiche di inizio stagione:
“I ragazzi hanno capito che potevano restare competitivi, andando contro la narrazione di un ciclo finito. Sono rinati, trovando la motivazione giusta”.
E nella chiusura emerge anche il lato umano di un progetto che va oltre il campo:
“Ho la fortuna di allenare una squadra e un ambiente che conosco molto bene. Quello che mi ha stupito di più è l’unità del gruppo, la capacità di stare insieme. Amo da morire questi ragazzi”, ha concluso Cristian Chivu.
La corsa scudetto, dunque, entra nella sua fase decisiva. L’Inter non può ancora festeggiare, ma ha tutto tra le mani per scrivere un’altra pagina della propria storia. E Torino sarà il prossimo capitolo.
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