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Scudetto rimandato, ansia anticipata: l’Inter vede il traguardo ma non può ancora stappare

Il Napoli allunga l’attesa, ma i nerazzurri restano padroni del destino: a Torino per chiudere i conti e zittire dubbi e critiche

Scudetto rimandato, ansia anticipata: l’Inter vede il traguardo ma non può ancora stappare

Cristian Chivu (@instagram)

L’appuntamento con lo scudetto è soltanto rinviato, non cancellato. La vittoria del Napoli ha costretto l’Inter a rimandare la possibile festa, ma non ha scalfito la traiettoria di una stagione che resta saldamente orientata verso il traguardo. Domani i nerazzurri saranno di scena a Torino, contro una squadra granata storicamente ostica, con la concreta possibilità di compiere un altro passo decisivo verso il ventunesimo titolo della loro storia. Alla formazione guidata da Cristian Chivu mancano infatti quattro punti per la certezza matematica: un successo all’Olimpico Grande Torino significherebbe avvicinarsi in maniera quasi definitiva al tricolore, lasciando alla matematica solo l’ultimo, inevitabile verdetto.

Alla vigilia della sfida, il tecnico nerazzurro ha scelto toni misurati ma carichi di consapevolezza. “Siamo sereni come sempre, consapevoli del lavoro svolto e di quanto abbiamo fatto per arrivare fino a qui. Ma mancano ancora partite e punti per raggiungere uno dei nostri obiettivi, un sogno che inseguiamo da tempo”, ha dichiarato in conferenza stampa. Parole che fotografano uno spogliatoio concentrato, lontano da ogni forma di appagamento, determinato a chiudere il discorso sul campo.

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Quello dell’Inter è un percorso costruito con pazienza e identità, senza mai perdere di vista le ambizioni. Alla domanda se si possa parlare di impresa, Chivu non si sottrae ma ridimensiona il concetto: “Questa squadra prova a fare imprese da anni. L’obiettivo è essere sempre competitivi, perché quando alleni l’Inter devi confrontarti con una storia fatta di grandi traguardi”. Un richiamo chiaro alla tradizione del club, ma anche alla continuità di rendimento che i nerazzurri hanno saputo garantire nel tempo.

Il tecnico invita poi a leggere la stagione nel suo complesso, evitando analisi frammentarie legate agli ultimi risultati. “Si parla molto del dopo sosta, ma io guardo all’intero campionato. Eravamo arrivati con un vantaggio importante, poi alcuni pareggi e la sconfitta nel derby contro il Milan hanno alimentato le critiche, ma avevamo comunque sei o sette punti di margine”. Un margine che l’Inter ha saputo gestire, reagendo nei momenti chiave: “La vittoria contro la Romaè stata fondamentale, così come quella di Como, su un campo difficile. Siamo stati noi a metterci nella condizione di poter sognare”.

A rafforzare la solidità del cammino ci sono anche i numeri, che raccontano di una squadra dominante sotto molti aspetti: oltre 100 gol realizzati, una differenza reti di +49, dati che certificano la qualità e l’equilibrio del gruppo. “Le ultime quattro partite non possono cancellare tutto questo. Io vedo una squadra che ha sempre messo la faccia, che ha cercato la prestazione. Negli ultimi tempi siamo cresciuti anche sotto il profilo dell’orgoglio, diventando più concreti e pragmatici”, ha sottolineato Chivu.

Arrivano segnali positivi anche dall’infermeria, un fattore non secondario in questa fase decisiva della stagione. Lautaro Martínez è sulla via del recupero e potrebbe tornare in gruppo già nei prossimi giorni, mentre Alessandro Bastoni stringe i denti nonostante qualche fastidio residuo. Da sottolineare anche la situazione di Petar Sucic, protagonista nella semifinale di Coppa Italia contro il Como: “Ha giocato per due mesi con una tripla frattura alla mano senza che lo dicessimo. Ora è tornato al meglio e potrebbe avere una chance dal primo minuto”. Un esempio di sacrificio e dedizione che ben rappresenta lo spirito del gruppo.

Non manca infine un passaggio sul percorso mentale della squadra, capace di reagire alle critiche che avevano accompagnato l’inizio di stagione. “I ragazzi hanno capito di poter essere ancora competitivi, andando contro la narrazione di un ciclo finito. Sono rinati, hanno trovato nuove motivazioni”.

Chivu chiude con parole che vanno oltre il campo, restituendo il senso più profondo di questa Inter: “Ho la fortuna di allenare un ambiente che conosco bene. Quello che mi ha colpito di più è la componente umana, l’unità di un gruppo che sa stare insieme. Amo profondamente questi ragazzi”. Un legame che si riflette sul terreno di gioco e che, a questo punto della stagione, potrebbe essere il vero valore aggiunto nella corsa al titolo.

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