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24 Aprile 2026 - 22:17
Bruno Gröning - Foto: Archivio Circolo degli Amici di Bruno Gröning
Esistono storie che attraversano i decenni senza perdere forza, capaci di radicarsi nel tessuto di una comunità e di riaffiorare nei momenti in cui il bisogno di speranza si fa più evidente. Da anni la presenza del “Circolo degli Amici di Bruno Gröning” rappresenta una realtà consolidata a Chivasso: un’associazione internazionale orientata alla guarigione per via spirituale, ispirata all’insegnamento di quello che le cronache del dopoguerra definirono il “guaritore miracoloso”. Oggi, questo percorso segna un’ulteriore tappa sul territorio: subito dopo Pasqua, il Circolo è approdato ufficialmente anche a Banchette, confermando una crescita che riflette la continuità del suo messaggio.
A sottolineare questo sviluppo è Nicolosa Sirca, Responsabile Nazionale per le Pubbliche Relazioni del Circolo in Italia, che evidenzia come l’attività sia animata dal desiderio di condividere un’esperienza personale: «Tutto quello che facciamo all'interno del Circolo lo facciamo per gratitudine. – afferma – Siamo felici di aver incontrato questo insegnamento, che ha inciso profondamente sulla nostra vita, e desideriamo che altri possano conoscerlo.»
Bruno Gröning nacque nel 1906 a Danzica. Fin dall’infanzia mostrò caratteristiche considerate fuori dall’ordinario: già in quegli anni, secondo quanto riportato da testimonianze dell’epoca, la sua presenza sembrava avere effetti benefici su persone e animali. Questa particolarità lo portò a maturare presto la consapevolezza di un percorso non comune. «Questa è la mia missione, non è il mio mestiere, ma è la mia vocazione: aiutare il prossimo», dichiarava.
La sua figura assunse risonanza internazionale nel 1949, quando a Herford il piccolo Dieter Hülsmann, un bambino di nove anni affetto da distrofia muscolare ritenuta incurabile, tornò a camminare dopo averlo incontrato. La notizia si diffuse rapidamente e, da quel momento, Gröning attirò folle numerose ovunque si recasse: si contarono fino a 30 mila persone al giorno, giunte per ricevere quella forza vitale che egli definiva “Heilstrom”, ovvero corrente di guarigione.
Gröning spiegava che non si trattava di fenomeni straordinari, ma della possibilità di riaprirsi a un’energia naturale e di origine divina. Per favorirne la ricezione, insegnava il metodo dell’“Einstellen”: un momento di raccoglimento in una postura specifica, volto – secondo il suo insegnamento – a facilitare l’assorbimento di questa energia e a distaccarsi da pensieri negativi e stati di sofferenza. «Più assorbirete il bene, più vi sentirete a vostro agio, più è probabile che l’ordine si stabilisca nel vostro corpo», affermava, precisando tuttavia che “ogni malattia può essere guarita, ma non ogni persona”, poiché la guarigione richiede una reale disponibilità interiore.
La sua attività fu oggetto di contrasti e provvedimenti restrittivi, che ne limitarono l’operato negli anni. Nonostante ciò, continuò a portare avanti la propria missione adattandone le modalità fino alla fine della sua vita. Scomparso nel gennaio 1959, il suo insegnamento ha continuato a diffondersi, sostenuto da numerose testimonianze di persone che riferiscono benefici nel tempo, non riconosciuti dalla medicina scientifica come prove cliniche.


Fondato nel 1979 da Grete Häusler – cittadina austriaca che dichiarò di essere guarita da tre malattie considerate incurabili dopo aver incontrato Gröning – il Circolo è oggi una libera associazione internazionale attiva in oltre 130 Paesi. L’organizzazione prosegue sotto la guida di Dieter Häusler, figlio della fondatrice.
All’interno del Circolo opera il Gruppo Medico-Scientifico Specializzato (MWF), composto da professionisti della salute che raccolgono ed esaminano le testimonianze secondo criteri di verifica. Secondo quanto riferito dall’associazione, alcuni medici coinvolti avrebbero riscontrato miglioramenti non facilmente spiegabili in ambito clinico, interpretando l’insegnamento di Gröning come un possibile supporto complementare, non alternativo, alla medicina tradizionale. In questa prospettiva, il Circolo non si sostituisce alle cure mediche, e lo stesso Gröning invitava a mantenere il rapporto con i propri medici.
L’impegno del Circolo nella promozione di valori come la pace interiore e la solidarietà è stato riconosciuto anche a livello internazionale: nel 2013, presso le Nazioni Unite a New York, la World Peace Prayer Society ha conferito all’associazione il “Peace Pole”, un riconoscimento attribuito in passato anche a figure come Madre Teresa di Calcutta, Papa Giovanni Paolo II e il Dalai Lama.
Secondo Nicolosa Sirca, la figura di Gröning si inserisce in un percorso volto a ristabilire un legame tra l’essere umano e una dimensione spirituale. Ricordando che in Italia sono attive 147 comunità, evidenzia come il benessere individuale sia considerato un primo passo verso una dimensione collettiva più ampia, richiamando le parole del Reverendo Deborah Moldow, rappresentante delle Nazioni Unite: «Quando il nostro corpo è sano, la chiamiamo salute, e quando il nostro mondo è sano, la chiamiamo pace. Quando guariamo noi stessi, guarisce il mondo.»
L’arrivo del “Circolo degli Amici di Bruno Gröning” a Banchette rappresenta oggi una nuova realtà sul territorio. Le attività si svolgono su base volontaria e gratuita, sostenute da donazioni, e si configurano come incontri aperti a chi desidera approfondire questo insegnamento. Per ulteriori informazioni, i canali ufficiali – tra cui il sito www.bruno-groening.org– mettono a disposizione materiali documentari e contatti utili per individuare le comunità presenti nelle diverse aree.
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