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23 Aprile 2026 - 09:42
Piemonte e Liguria fanno squadra a Bruxelles: asse strategico per contare di più in Europa
Un’alleanza che si consolida e punta a pesare di più nei tavoli che contano. Piemonte e Liguria si presentano unite nel cuore delle istituzioni europee, con una missione a Bruxelles che segna un passo ulteriore nella costruzione di un asse strategico del Nord-Ovest. I presidenti Alberto Cirio e Marco Bucci hanno portato davanti ai vertici Ue una visione comune: rafforzare il ruolo delle Regioni nei processi decisionali e agganciare le grandi trasformazioni in atto, dalla transizione energetica all’innovazione tecnologica.
La giornata si è snodata tra incontri di alto profilo. In mattinata il confronto con la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, poi nel pomeriggio i colloqui con i commissari europei per la Ricerca e Innovazione Ekaterina Zaharieva e per la Salute Olivér Várhelyi, oltre al direttore generale della DG Connect Roberto Viola. Un’agenda fitta, che si è conclusa con un momento di networking con oltre 200 stakeholder europei, segno della volontà di costruire relazioni e fare sistema.
Il messaggio politico è chiaro: il Nord-Ovest italiano vuole giocare un ruolo da protagonista. «Il confronto con i vertici europei è strategico – sottolinea Cirio – perché questa area è tra le più dinamiche del continente». Al centro del ragionamento c’è la posizione geografica e infrastrutturale: Piemonte e Liguria rappresentano uno snodo fondamentale tra i corridoi europei nord-sud ed est-ovest, con un sistema integrato che collega i porti liguri alle piattaforme logistiche piemontesi. Una rete che, con i nuovi investimenti, ambisce a diventare una delle dorsali principali per il trasporto delle merci in Europa.
Ma non ci sono solo infrastrutture. Il dossier più rilevante riguarda l’innovazione, in particolare l’intelligenza artificiale. Torino e il Piemonte puntano a consolidare il proprio ruolo dopo l’assegnazione della Fondazione nazionale per l’AI e guardano già oltre, con la candidatura per diventare laboratorio europeo per la guida autonoma. Un progetto che si inserisce in una competizione globale già avviata negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Parallelamente, l’intelligenza artificiale viene vista come leva per rivoluzionare anche la sanità, con applicazioni nella telemedicina capaci di ridurre le distanze tra cittadini e servizi, soprattutto nelle aree interne e montane.
Sul fronte ligure, l’accento si sposta sulla capacità di generare ecosistemi di innovazione. Bucci ha portato a Bruxelles l’esperienza di realtà come il Cnr, l’Istituto Italiano di Tecnologia e l’Università di Genova, inserite in progetti come RAISE, legato alla robotica e all’intelligenza artificiale. L’obiettivo è attrarre giovani, creare occupazione qualificata e trasformare la ricerca in sviluppo economico. In questa prospettiva si inserisce anche la collaborazione con il sistema piemontese, a partire dall’ecosistema NODES, a dimostrazione di una sinergia ormai strutturata.
Altro capitolo centrale è quello della sanità, affrontato nel confronto con il commissario Várhelyi. La Liguria, una delle regioni più anziane d’Europa, si propone come laboratorio per le politiche future, con un focus su prevenzione, accesso equo alle cure e sostenibilità del sistema. Da qui la richiesta di un maggiore coinvolgimento delle Regioni nelle scelte europee e di strumenti più efficaci di coordinamento e finanziamento. Un tema che riguarda da vicino anche il Piemonte, alle prese con le stesse sfide legate all’invecchiamento della popolazione e alla necessità di rafforzare la medicina territoriale.
Non meno importante il capitolo della digitalizzazione, discusso con il direttore Viola. Dalle tecnologie subacquee all’economia del mare, fino ai progetti legati alle AI GigaFactories e al Digital for Development Hub, le due Regioni guardano a Bruxelles come a un partner fondamentale per sostenere investimenti e innovazione.
A chiudere la giornata, l’incontro con stakeholder e rappresentanti istituzionali europei, momento chiave per costruire relazioni e consolidare una rete che va oltre i confini nazionali. È qui che emerge la strategia di fondo: presentarsi non come singole realtà, ma come un sistema integrato, capace di competere su scala europea.
L’asse tra Piemonte e Liguria non è nuovo, ma oggi assume una dimensione più concreta. Le infrastrutture in sviluppo, il dialogo tra porti e retroporti, la collaborazione su ricerca e innovazione disegnano un modello che punta a rafforzare il peso politico ed economico del territorio. In un’Europa sempre più orientata alle grandi aree funzionali, la capacità di fare squadra diventa decisiva.










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