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Viadotto sul Chisone, lavori in corso contro l’erosione: intervento da oltre 2,6 milioni sulla Provinciale 23

A Inverso Pinasca prosegue il consolidamento delle fondazioni: nuove scogliere entro l’estate per mettere in sicurezza l’infrastruttura

Viadotto sul Chisone

Viadotto sul Chisone, lavori in corso contro l’erosione: intervento da oltre 2,6 milioni sulla Provinciale 23

Un cantiere strategico, lontano dai riflettori ma centrale per la sicurezza della viabilità alpina. Sulla variante 2 della Strada Provinciale 23 del Sestriere, all’altezza di Inverso Pinasca, prosegue senza intoppi la manutenzione straordinaria del viadotto sul torrente Chisone, un’infrastruttura esposta negli anni a fenomeni di erosione sempre più evidenti.

L’intervento, avviato nei mesi scorsi, riguarda in particolare le fondazioni del viadotto, sottoposte a una pressione costante da parte delle acque del Chisone. Il torrente, soprattutto nei periodi di piena, ha progressivamente eroso i plinti di sostegno, rendendo necessario un consolidamento strutturale per evitare criticità più gravi nel medio periodo.

In queste settimane si sta completando una delle fasi più delicate: il rinforzo di tre plinti di fondazione, quelli maggiormente colpiti dall’azione erosiva. Si tratta di un lavoro tecnico e complesso, che richiede precisione e monitoraggio continuo, ma che rappresenta un passaggio fondamentale per garantire la stabilità dell’intera struttura.

Il cantiere non si fermerà qui. A partire dalla fine di maggio è previsto l’avvio di una seconda fase, che prevede la realizzazione di scogliere in massi di cava. Queste opere avranno una funzione di protezione idraulica, creando una barriera fisica in grado di ridurre l’impatto delle correnti e prevenire nuove erosioni.

L’introduzione di questi lavori aggiuntivi è stata possibile grazie a una modifica contrattuale approvata dagli uffici tecnici della Città metropolitana di Torino. Un’operazione resa sostenibile dall’utilizzo del ribasso d’asta, che ha liberato risorse da reinvestire nel progetto senza aumentare i costi complessivi.

Dal punto di vista economico, l’intervento presenta numeri significativi. Il progetto esecutivo prevedeva un investimento iniziale di oltre 1,8 milioni di euro, ridotto a circa 1,54 milioni dopo il ribasso del 15,22% in fase di gara. A questa cifra si sono aggiunti circa 276 mila euro destinati ai nuovi lavori di protezione, portando il quadro complessivo a un livello più ampio.

Il finanziamento totale dell’opera raggiunge i 2,6 milioni di euro, grazie a due linee di sostegno pubblico. Da un lato le risorse del cosiddetto Decreto Ponti, dedicate alla messa in sicurezza delle infrastrutture nel bacino del Po, dall’altro un contributo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’obiettivo è chiaro: completare l’intervento entro l’estate, restituendo piena sicurezza a un tratto di strada fondamentale per i collegamenti tra la pianura e le valli olimpiche. Il viadotto sul Chisone rappresenta infatti un punto nevralgico della rete viaria. La Provinciale 23 è una delle arterie principali che conducono verso il Sestriere e le località turistiche dell’alta valle, con un traffico che aumenta sensibilmente nei periodi di alta stagione. Garantire la stabilità dell’infrastruttura significa quindi non solo prevenire rischi, ma anche assicurare la continuità dei collegamenti.

Negli ultimi anni, il tema della manutenzione dei ponti e dei viadotti è diventato centrale nel dibattito pubblico. Eventi drammatici a livello nazionale hanno acceso i riflettori su una rete infrastrutturale spesso datata, che richiede interventi costanti per rimanere sicura.

In questo contesto, il cantiere di Inverso Pinasca si inserisce in una strategia più ampia di monitoraggio e messa in sicurezza delle opere esistenti. Non si tratta di costruire nuove infrastrutture, ma di preservare quelle già presenti, adattandole alle condizioni ambientali e climatiche in evoluzione.

Il cambiamento climatico gioca un ruolo non secondario. L’aumento degli eventi meteorologici estremi, con piogge più intense e improvvise, accentua il rischio di erosione e mette sotto stress le strutture a contatto con corsi d’acqua. Interventi come quello sul Chisone diventano quindi anche una risposta a queste nuove sfide.

Dal punto di vista tecnico, la combinazione tra consolidamento delle fondazioni e protezione con scogliere rappresenta una soluzione integrata. Da un lato si rafforza la struttura esistente, dall’altro si interviene sull’ambiente circostante per ridurre le sollecitazioni future.

Il vicesindaco metropolitano con delega ai lavori pubblici, Jacopo Suppo, ha sottolineato come l’intervento sia stato reso possibile da un lavoro coordinato tra diversi livelli istituzionali. Un aspetto che evidenzia la complessità di operazioni di questo tipo, dove progettazione, finanziamento ed esecuzione devono procedere in modo sincronizzato.  Per il territorio, il cantiere rappresenta anche un segnale di attenzione. In aree montane e vallive, spesso percepite come periferiche, la manutenzione delle infrastrutture è un elemento chiave per garantire sicurezza, sviluppo e qualità della vita.

Nei prossimi mesi, con l’avanzare dei lavori, l’attenzione resterà alta sulla gestione del cantiere e sull’impatto sulla viabilità. Al momento, le operazioni procedono senza criticità, segno di una pianificazione attenta. Il viadotto sul Chisone, una volta completati gli interventi, sarà più resistente e meglio protetto. Un risultato che non si vede immediatamente, ma che incide profondamente sulla sicurezza di chi ogni giorno percorre quella strada.

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