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22 Aprile 2026 - 09:16
Verrà abbattuto ma quando?
Se a Pont ci si chiede quando riaprirà la linea ferroviaria per Rivarolo, a Cuorgnè una certezza c’è: il ponte di Via Trione, che avrebbe dovuto essere abbattuto parecchie settimane fa, è ancora lì. L’intervento riveste un’importanza tutt’altro che secondaria per la prosecuzione dei lavori e due mesi fa era dato per urgente ed imminente.
La strada in questione, che collega diagonalmente la centrale Via Torino con le più periferiche Via Piave e Via Tripoli, è costituita da due tronconi, finora uniti da un ponticello carrabile sotto il quale passa la linea ferroviaria, che in quel tratto corre in trincea.
L’amministrazione comunale si era opposta al progetto di separare completamente le due parti della strada e alla fine è stato raggiunto un compromesso: verrà costruita una passerella pedonale.
Spiegando in consiglio comunale i motivi della decisione, l’assessore ai Trasporti ed alla viabilità Simone Ambrosio aveva precisato che “Il ponte impedirebbe l’elettrificazione per la distanza insufficiente rispetto al <piano del ferro> e sarebbe impossibile sostituirlo con un altro perché le norme attuali impongono intorno alla struttura uno spazio che non c’è… salvo demolire le case vicine! La passerella ci sembra un ottimo risultato rispetto al progetto iniziale. Sarà di 50-60 cm più alta rispetto all’attuale impalcato e nel lato verso Via Torino si cercherà di realizzare una rampa rispettando la pendenza richiesta dalle norme relative alle barriere architettoniche. Sul lato opposto ci saranno anche i gradini per evitare che la casa sulla destra si ritrovi la rampa proprio a ridosso dell’ingresso”.
Entrando nel dettaglio, aveva aggiunto: “Abbiamo dato la priorità ai pedoni perché chi proviene da Via Tripoli diretto in centro allungherebbe di molto il tragitto se costretto a fare il giro da Via Bergoglio e Via Piave. Per le auto invece non cambia granché. I residenti con cui abbiamo avuto contatti non hanno espresso commenti negativi anche perché prima si lamentavano per le macchine che andavano veloci e che tante volte urtavano e rompevano gli specchietti di quelle parcheggiate”.
Le maggiori problematiche potrebbero riguardare alcuni degli abitanti e le due aziende che hanno lì la loro sede: la Tenneco ed una ditta che si occupa di installazione e manutenzione delle caldaie. “Abbiamo organizzato con loro degli incontri – hanno detto sindaco ed assessore - ed altri ne seguiranno per cercare di migliorare la viabilità: dovendo per forza introdurre il doppio senso di marcia, vorremmo allargare la carreggiata. Vedremo cosa si potrà fare”.
Dalla minoranza, Davide Pieruccini era stato critico: “Io non avrei mai accettato la chiusura di Via Trione al traffico veicolare: è una strada storica ed una volta costituiva l’unica via d’uscita da Cuorgnè mentre Via Carlin Bergoglio è giovanissima”.

Davide Pieruccini
In attesa della passerella pedonale, intanto, sul ponte di Via Trione non passano né auto né persone visto che è stato transennato da tempo. Però è ancora lì. Come mai? Merita farlo raccontare dal sindaco Giovanna Cresto, precisando che sono parole pronunciate in consiglio comunale ben un mese fa! “Quel ponte – aveva detto - dovrebbe essere sparito da quindici giorni ma un cavo elettrico ha bloccato tutto. Lo avevamo notato fin dall’inizio poi, durante uno degli ultimi sopralluoghi con Regione e ditta incaricata, avevamo chiesto se l’ENEL fosse stata avvisata. <Sì - ci avevano detto - ma non ha mai risposto>. Sembra che adesso si sia mossa e che l’altro giorno abbia dichiarato: <La passerella pedonale non ci interessa, costruitene invece una per il nostro cavo>.
Il sindaco aveva commentato: “Mi sembra un film già visto. Per la passerella sull’Orco era successa una cosa analoga e me n’ero lamentata fortemente in consiglio: dall’ENEL mi era arrivata una tirata d’orecchi ma poco m’interessa. Infine si erano decisi ad intervenire costringendo il cantiere a fermarsi. Anche stavolta ci sarà un ritardo ma soprattutto bisognerà capire cosa fare: se fosse necessaria una seconda passerella la faccenda si complicherebbe parecchio”. Con sarcasmo aveva concluso: “Ci fa piacere che si lavori sempre tutti in armonia e in collaborazione!”.
Le sue preoccupazioni si sono rivelate più che fondate: è trascorso un mese e non è dato rilevare novità evidenti.
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