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Tra auto, robot e spazio: Italdesign porta a Milano la visione del progetto totale

Firmato a Milano l’accordo con Generative Bionics per un robot umanoide human centric

Tra auto, robot e spazio: Italdesign porta a Milano la visione del progetto totale

Non solo auto, non più soltanto auto. Alla Milano Design Week 2026, Italdesign porta in scena la propria trasformazione e lo fa con una dichiarazione che è insieme manifesto e direzione strategica: “essere progetto è la nostra essenza”.

Negli spazi di via Tortona 31, cuore pulsante della settimana del design, la multinazionale di Moncalieri si presenta con un’installazione che attraversa mondi diversi — aerospace, robotica, residenziale, componentistica, enocultura — restituendo l’immagine di un’azienda che ha scelto da tempo di non farsi più definire da un solo settore.

«La Milano Design Week sta diventando per noi un appuntamento regolare, un must have — spiega l’amministratore delegato Antonio Casu — e quest’anno il tema “essere progetto” rappresenta perfettamente ciò che siamo: un insieme di competenze che si integrano per dare vita a soluzioni complesse». Non una semplice esposizione, dunque, ma una sintesi concreta di un approccio: Italdesign come piattaforma di integrazione tra esigenze, tecnologie e visioni diverse.

Antonio Casu, amministratore delegato di Italdesign

È qui che si misura il salto. Perché se è vero che l’azienda nasce e resta fortemente radicata nell’automotive, è altrettanto evidente che quel perimetro oggi non basta più a raccontarla. «Siamo automotive, ma non siamo mai stati solo automotive», precisa Casu. E l’elenco delle attività lo dimostra: ingegneria avanzata, testing, materiali compositi, competenze che trovano applicazione tanto in progetti iconici come la Honda NSX Tribute by Italdesign, quanto in ambiti ad alta specializzazione come lo spazio o la robotica.

Proprio su questo fronte arriva una delle novità più significative presentate a Milano: l’accordo con Generative Bionics, siglato durante la Design Week. Un’alleanza che punta alla realizzazione di un robot umanoide “human centric”, progettato cioè mettendo l’uomo al centro non solo come utilizzatore, ma come riferimento progettuale. «È l’incontro tra due eccellenze italiane — sottolinea Casu — entrambe radicate nel territorio e orgogliose della propria identità».

Identità che, nel caso di Italdesign, si traduce in una visione del design lontana dalla sola estetica. Il termine viene interpretato nella sua accezione più ampia, quasi anglosassone: progetto come processo completo, dall’idea alla realizzazione, fino all’integrazione finale. Un approccio “olistico”, come lo definisce lo stesso amministratore delegato, che richiede contaminazione tra discipline e capacità di dialogare con settori diversi.

Non è un caso che il tema scelto — “Essere progetto” — richiami esplicitamente una dimensione culturale. «L’Italia è la culla del Rinascimento — osserva Casu — e questo concetto rappresenta anche una rinascita dell’uomo al centro di ciò che costruisce». Un riferimento che va oltre la retorica e si traduce in una precisa strategia industriale: mettere le competenze al servizio di un’idea di innovazione che non separa tecnologia e umanità.

Guardando al futuro, la direzione è tracciata. Italdesign intende continuare a crescere nel core business automotive, ma allo stesso tempo diversificare portafoglio servizi, clienti e mercati, forte di una struttura sempre più indipendente e di un know-how che si presta a molteplici applicazioni.

Alla Milano Design Week, dunque, non c’è solo una vetrina. C’è un posizionamento. E, soprattutto, c’è un messaggio chiaro: il progetto non è più un ambito, è un’identità.

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