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Torino, corteo pro Palestina: bandiera israeliana calpestata davanti all’Associazione Italia Israele

Alcune centinaia in piazza: scritte sull’asfalto, bandiere bruciate e appelli alla mobilitazione. Gli organizzatori: “Partecipazione sotto le aspettative”

Viva la resistenza popolare. Torino partigiana. Free Palestine – Free Lebanon – Free Iran

Foto archivio

Una bandiera israeliana strappata e calpestata davanti alla sede dell’Associazione Italia Israele, in via Pietro Micca, nel centro di Torino. È uno degli episodi più significativi avvenuti durante il corteo pro Palestina che oggi ha attraversato il capoluogo piemontese, richiamando alcune centinaia di partecipanti.

Secondo quanto ricostruito, la bandiera non era esposta ma è stata portata sul posto dagli stessi manifestanti, che l’hanno poi gettata a terra e calpestata davanti alla sede dell’associazione. Nello stesso punto, gli attivisti di Torino per Gaza — tra i promotori della mobilitazione — hanno tracciato sull’asfalto una grande scritta bianca: “Israele genocida”. Durante il passaggio del corteo sono stati inoltre bruciati alcuni fogli con stampate le bandiere di Stati Unitie Israele, mentre dal megafono si levava l’appello: “Gridiamolo qui davanti tutti insieme che torneremo, perché siamo a fianco ai popoli oppressi”.

La manifestazione era partita nel pomeriggio da piazza Statuto, con uno striscione di apertura che sintetizzava il messaggio politico dell’iniziativa: solidarietà alla Palestina e opposizione alle politiche di Israele e Stati Uniti. Il corteo, promosso da diverse realtà cittadine, ha riunito attivisti, militanti e cittadini, molti dei quali hanno sfilato con bandiere palestinesi e cartelli.

Il percorso si è snodato tra le vie del centro in un clima scandito da slogan, interventi al megafono e momenti di riflessione collettiva. Non sono mancati, però, rilievi critici da parte degli organizzatori stessi, che hanno evidenziato una partecipazione inferiore alle aspettative.

“Oggi vediamo poche persone e la cosa ci deve da un lato preoccupare, dall’altro restituire la responsabilità e l’urgenza di coinvolgere sempre più persone”, è stato dichiarato durante gli interventi iniziali. Un messaggio che insiste sulla necessità di ampliare la mobilitazione: “Siamo già in guerra, e se le persone non se ne rendono conto è un problema, vuol dire che la pagheremo sempre più cara”.

Nonostante i numeri contenuti, gli attivisti hanno ribadito la volontà di proseguire con le iniziative: “È importante continuare a calpestare queste strade, perché giorno dopo giorno costruiremo la resistenza popolare che fermerà questo genocidio”.

Tra gli elementi simbolici più evidenti del corteo, i cartelli che accostavano figure della Resistenza italiana, come il partigiano torinese Dante Di Nanni, ai combattenti palestinesi, accompagnati dalla scritta “partigiani/e”. Un parallelismo che richiama esplicitamente la memoria antifascista come riferimento per le mobilitazioni contemporanee.

Presenti anche bandiere e simboli di diverse organizzazioni della sinistra, tra cui Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista e Potere al Popolo, a testimonianza della pluralità delle adesioni.

La manifestazione torinese si inserisce in un quadro più ampio di mobilitazioni che, negli ultimi mesi, stanno attraversando numerose città italiane ed europee, tra proteste, presidi e cortei legati alla crisi in Medio Oriente e al conflitto israelo-palestinese.

gaza

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