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15 Aprile 2026 - 09:43
Angelo Petrosino
Una storia che nasce da un incontro inatteso, nel cuore della notte, e che si trasforma in un racconto capace di attraversare la vita reale e quella letteraria: con «Una gatta di nome Alice», Angelo Petrosino torna in libreria proponendo un romanzo intenso e riflessivo, destinato a lasciare un segno non solo nei giovani lettori, ma anche negli adulti.
L’autore chivassese, noto per aver dato vita al personaggio di Valentina – protagonista di una delle saghe più longeve e amate della narrativa per ragazzi in Italia – firma un’opera che affonda le radici in un’esperienza profondamente personale. Tutto comincia in una notte segnata dal dolore: uno scrittore rientra a casa dopo aver salutato il padre morente in ospedale. Alle sue spalle, improvvisa e silenziosa, una gatta lo segue, miagolando. È un’apparizione quasi simbolica, che segna l’inizio di una relazione destinata a cambiare la vita dell’uomo.
Accolta inizialmente solo per una notte, quella gatta – che verrà poi chiamata Alice – resterà con lui per quasi vent’anni. Una presenza discreta ma costante, capace di insinuarsi non solo nella quotidianità dello scrittore, ma anche nella sua produzione letteraria. Alice diventerà infatti l’amica fedele di Valentina, entrando a far parte di quell’universo narrativo che ha accompagnato la crescita di intere generazioni.
«Non avevo mai avuto animali d’affezione», racconta Angelo Petrosino. «Ero convinto che le case fossero una sorta di gabbia per loro, che stessero meglio in natura. Ma giorno dopo giorno è stata lei ad “addomesticare” me». Un ribaltamento di prospettiva che diventa il cuore del romanzo e che spinge l’autore a riflettere su temi più ampi: il rapporto tra esseri umani e animali, l’empatia, la solitudine, il senso della cura.

Da questa relazione nasce un libro che è al tempo stesso racconto autobiografico, riflessione pedagogica e sguardo sulla contemporaneità. Non è un caso, sottolinea Petrosino, che nel romanzo vengano citati filosofi, storici e giornalisti che nel corso dei secoli hanno avuto un legame speciale con i gatti. Un modo per inserire la vicenda personale in una dimensione più ampia, culturale e storica.
«Gli animali sono il nostro “secondo prossimo”», afferma l’autore. «Hanno fame, sete, soffrono, stanno bene o male esattamente come noi. La differenza è solo di grado». Una visione che porta con sé anche una riflessione sociale: in un’epoca segnata da una crescente solitudine, soprattutto tra gli anziani, la presenza di animali domestici può diventare un elemento fondamentale di compagnia, uno specchio affettivo capace di restituire senso di appartenenza e vicinanza. «Hanno una funzione terapeutica e sociale: sono famiglia», aggiunge.
Il romanzo diventa così anche un invito alla responsabilità, in particolare nei confronti dei più piccoli. Petrosino insiste su un punto: gli animali non devono essere considerati oggetti o regali superficiali. «Non sono peluche», sottolinea. «Se accompagnato da un adulto, il bambino può sviluppare empatia, gentilezza, capacità di prendersi cura dell’altro. È un passaggio fondamentale per la crescita».
Questa attenzione al mondo dell’infanzia non è casuale. Angelo Petrosino ha costruito la sua carriera su un doppio binario: quello dell’insegnamento e quello della scrittura. È stato maestro, giornalista, traduttore, direttore del periodico Il giornale dei bambini e oggi è consulente della rivista Pagine Giovani. Un percorso che gli ha permesso di conoscere da vicino il mondo dei più giovani e di tradurlo in storie autentiche.
«I bambini bisogna conoscerli davvero», spiega. «Non basta avere un figlio o ricordare la propria infanzia. Bisogna osservare i loro comportamenti, i loro piccoli sogni, i loro conflitti». La scuola, in questo senso, diventa un osservatorio privilegiato, un “teatro” dove si manifesta la complessità della crescita. Ed è proprio da questa esperienza che nel 1995 nasce Valentina, protagonista di una serie che oggi conta oltre 200 titoli.
Una scelta, quella di mettere al centro una figura femminile, che all’epoca rappresentava una piccola rivoluzione. «Le bambine erano spesso relegate a ruoli secondari», ricorda Petrosino. «Io invece vedevo nelle mie alunne una forza e una creatività straordinarie». Da qui la decisione di creare un personaggio in cui potessero riconoscersi: una ragazza vivace, curiosa, capace di affrontare le sfide della crescita con coraggio e sensibilità.
Il successo è stato immediato e duraturo. Le storie di Valentina hanno accompagnato le lettrici dagli anni ’90 fino a oggi, adattandosi ai cambiamenti della società ma mantenendo intatti i bisogni fondamentali dei giovani. «Le nuove generazioni continuano a scoprirla», osserva l’autore. «Vuol dire che quei racconti parlano ancora al cuore».
In questo contesto si inserisce «Una gatta di nome Alice», che rappresenta una sorta di ponte tra la dimensione personale dell’autore e quella narrativa della sua produzione più nota. Il volume si arricchisce inoltre della prefazione della conduttrice televisiva Sveva Sagramola, nata da un rapporto di stima e amicizia, e della copertina illustrata da Sara Not, collaboratrice storica di Petrosino.
«Con Sara Not lavoro da 26 anni», racconta. «Ha uno stile moderno, ironico, capace di entrare perfettamente nei miei racconti». La copertina del libro, ispirata a una fotografia reale della gatta Alice, restituisce un’immagine poetica e intensa, capace di sintetizzare lo spirito dell’opera.
Scrivere, per Angelo Petrosino, non è mai stato un peso, ma una vocazione coltivata fin da giovanissimo. Dopo un’infanzia senza libri, scopre la lettura e la scrittura quasi per caso, trasformandole in una passione totalizzante. «Per anni ho scritto solo per me», ricorda. «È stato un lungo apprendistato». Il debutto ufficiale arriva nel 1989 con «La febbre del karate», da cui prende avvio una carriera costellata di successi.
Oggi, con «Una gatta di nome Alice», Petrosino aggiunge un nuovo tassello a un percorso narrativo che continua a evolversi, mantenendo però una coerenza profonda: raccontare la vita, le relazioni, i sentimenti. «Lo scrittore fa un patto con il lettore», afferma, citando Primo Levi. «Deve essere compreso, senza essere banale».
La presentazione del libro è in programma sabato 18 aprile alle ore 18 alla libreria Ubik di Rivoli, dove Angelo Petrosino dialogherà con la libraia Antonella, offrendo al pubblico l’occasione di entrare nel cuore di questa nuova storia.
Un romanzo che parla di una gatta, ma soprattutto di ciò che significa incontrarsi, riconoscersi e cambiare insieme. Perché, come suggerisce Petrosino, anche le storie più semplici possono diventare strumenti preziosi per comprendere il mondo – e noi stessi.
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