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Dal business alla narrativa: Paola Vercellotti finalista al Premio Inedito

La scrittrice di Villareggia tra i protagonisti del concorso. Appuntamento al Salone del Libro

Dal business alla narrativa: Paola Vercellotti finalista al Premio Inedito

Dal business alla narrativa: Paola Vercellotti finalista al Premio Inedito

Una storia che unisce impresa e scrittura, lavoro e immaginazione, percorso professionale e ricerca personale. Tra i finalisti del Premio Inedito – Colline di Torino 2026 c’è anche Paola Vercellotti, 47 anni, originaria di Villareggia. Una presenza che racconta molto più di una semplice selezione letteraria.

Il traguardo arriva al termine di un percorso non lineare, costruito lontano dai circuiti tradizionali dell’editoria. La finale nella sezione narrativa-racconto rappresenta infatti il punto di incontro tra due mondi solo apparentemente distanti: quello del business e quello della scrittura.

Classe 1978, formazione classica alle spalle, Vercellotti ha costruito la propria carriera nel settore imprenditoriale. Ha ricoperto ruoli di responsabilità come amministratore e dirigente, fino a guidare una lavanderia industriale. Oggi è alla guida di una propria attività nel campo dei piccoli viaggi, un’esperienza che la porta a dividersi tra Italia e Francia e che ha finito per diventare parte integrante del suo sguardo narrativo.

Proprio questo percorso, fatto di scelte e cambi di direzione, sembra aver inciso profondamente sulla sua scrittura. Non un talento costruito in laboratorio, ma una voce maturata “sul campo”, dentro esperienze concrete. «Qualche anno fa ho deciso che era arrivato il momento, e mi sono messa a scrivere sul serio», racconta l’autrice, definendosi ancora “all’inizio”, ma con una determinazione che emerge chiaramente.

Il Comitato di lettura del Premio Inedito ha premiato proprio questo aspetto: una scrittura che unisce maturità, visione e autenticità, capace di trasformare un percorso di vita articolato in materia narrativa. Il suo profilo si inserisce perfettamente nello spirito del concorso, da sempre orientato alla scoperta di nuove voci e di talenti non ancora emersi.

Non è soltanto una questione individuale. La presenza in finale di una scrittrice che arriva da un contesto professionale diverso da quello letterario tradizionale assume anche un valore simbolico. Racconta che la scrittura non è necessariamente un punto di partenza, ma può diventare anche un approdo, una scelta che arriva nel tempo e che richiede coraggio.

Il Premio Inedito – Colline di Torino si conferma così una delle piattaforme più interessanti per chi prova a entrare nel mondo della narrativa senza percorsi predefiniti. Negli anni ha lanciato autori poi affermatisi nel panorama editoriale, mantenendo una forte attenzione alla qualità dei testi e all’originalità delle voci.

Per Paola Vercellotti, il prossimo appuntamento è già segnato in agenda: sabato 16 maggio, quando al Salone Internazionale del Libro di Torino saranno proclamati i vincitori dell’edizione 2026. Sarà quello il momento decisivo per capire se il suo percorso, iniziato lontano dai riflettori, riuscirà a compiere un ulteriore passo.

Al di là dell’esito finale, però, un dato è già chiaro: la sua storia dimostra che tra lavoro, esperienze e scrittura può esistere un dialogo reale. E che, a volte, le traiettorie meno prevedibili sono anche quelle più interessanti.

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