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Pioggia intensa sul Piemonte: oltre 40 mm tra Canavese e Valsesia

Rovesci intensi tra Canavese, Biellese e Valsesia, torna anche la neve in montagna sopra i 1.700 metri

Pioggia intensa sul Piemonte

Pioggia intensa sul Piemonte: oltre 40 mm tra Canavese e Valsesia

Il mese di aprile cambia volto e riporta il maltempo sul Piemonte. Dopo giornate dal sapore primaverile, dalla serata di domenica 12 aprile è arrivata la prima vera perturbazione organizzata, con piogge diffuse e rovesci a tratti intensi, soprattutto sui settori nord-occidentali della regione.

Le precipitazioni hanno iniziato a interessare il territorio in modo progressivo, ma è nel corso della notte e delle prime ore del mattino che si sono registrati i fenomeni più consistenti. Le aree più colpite risultano essere il Canavese, il Biellese e la Valsesia, dove gli accumuli hanno già superato i 30-40 millimetri in poche ore, segno di un sistema perturbato ben strutturato e tutt’altro che marginale.

Si tratta di un cambio netto rispetto all’inizio del mese, caratterizzato da condizioni più stabili e temperature miti. L’ingresso di correnti umide e instabili ha infatti favorito la formazione di piogge persistenti, con rovesci anche a carattere temporalesco nelle zone più esposte. Non si escludono ulteriori intensificazioni nel corso della giornata, soprattutto nelle aree pedemontane e prealpine.

Sulle montagne torna protagonista anche la neve, che però si mantiene inizialmente a quote piuttosto elevate. Il limite delle nevicate si è attestato tra i 1.700 e i 1.900 metri, ma con il passare delle ore è previsto un progressivo calo fino a circa 1.500 metri tra pomeriggio e sera. Un segnale tipico delle perturbazioni primaverili, che alternano aria più mite a ingressi più freschi in quota.

Dal punto di vista idrologico, la situazione resta sotto osservazione ma senza criticità diffuse al momento. Tuttavia, la persistenza delle precipitazioni potrebbe portare a un innalzamento dei livelli dei corsi d’acqua minori, soprattutto nelle zone già interessate da accumuli significativi. L’attenzione resta quindi alta, in particolare nelle aree montane e collinari dove il terreno, dopo le piogge, può diventare più instabile.

Questa fase perturbata rappresenta un passaggio importante nella dinamica stagionale. Aprile, mese notoriamente variabile, conferma la sua natura instabile con un episodio che contribuisce anche a riequilibrare, almeno in parte, il deficit di precipitazioni registrato nei mesi precedenti.

Le prossime ore saranno decisive per capire l’evoluzione del fronte perturbato: le previsioni indicano una possibile attenuazione dei fenomeni solo a partire dalla giornata successiva, ma con condizioni che potrebbero rimanere incerte e variabili su gran parte della regione.

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