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Stop al caldo primaverile: arriva il maltempo in Piemonte

Arriva la prima perturbazione di aprile: rischio rovesci forti, accumuli elevati e ritorno della neve in quota

Stop al caldo primaverile: arriva il maltempo in Piemonte

Stop al caldo primaverile: arriva il maltempo in Piemonte

Dopo giorni dominati da alta pressione e temperature quasi estive, con punte oltre i 25 gradi in pianura, il quadro meteorologico cambia bruscamente. Tra domenica 12 e martedì 14 aprile è atteso l’arrivo della prima vera perturbazione del mese, destinata a riportare piogge diffuse, temporali e persino neve abbondante sulle Alpi.

All’origine del peggioramento c’è una complessa dinamica atmosferica: una circolazione depressionaria in risalita dal Nord Africa si approfondirà tra Sardegna e Corsica, mentre una saccatura di origine nord-europea convoglierà aria più fredda in quota. Il risultato sarà un mix instabile capace di innescare fenomeni intensi, soprattutto sulle aree montane e pedemontane del Piemonte.

Le prime avvisaglie si manifesteranno già nel pomeriggio di domenica, con rovesci e temporali isolati lungo l’arco alpino, dal Cuneese al Biellese. Ma sarà tra la notte e la giornata di lunedì che la perturbazione entrerà nel vivo: precipitazioni diffuse, persistenti e a tratti molto intense, in particolare sulle valli occidentali.

Le zone più esposte saranno quelle soggette allo sbarramento orografico, dove i venti di Scirocco spingeranno masse d’aria umida contro i rilievi. Tra Saluzzese, Pinerolese, Valli di Lanzo, Canavese e Biellese si attendono accumuli significativi: entro martedì pomeriggio potranno cadere anche oltre 100-150 millimetri di pioggia, con picchi localmente superiori. Più attenuati invece i fenomeni sull’Alessandrino, in parte protetto dalla dorsale appenninica.

Non si escludono criticità: l’elevata quantità d’acqua potrebbe causare rigonfiamenti dei corsi d’acqua secondari e locali problemi idrogeologici, soprattutto se il maltempo dovesse proseguire anche nei giorni successivi. Le proiezioni indicano infatti una possibile instabilità residua anche tra mercoledì e giovedì.

Sul fronte alpino, torna protagonista la neve. In una prima fase la quota resterà elevata, oltre i 2.000-2.300 metri, ma con l’ingresso dell’aria più fredda tenderà a scendere fino a 1.500-1.700 metri, specie durante i rovesci più intensi. Non si escludono fiocchi anche più in basso in presenza di temporali.

Sopra i 2.200-2.500 metri, in particolare sui settori delle Alpi Pennine, Graie e Cozie, gli accumuli potranno risultare molto abbondanti: si stima fino a un metro di neve fresca, un dato rilevante per il periodo primaverile.

Il brusco cambio di scenario segna dunque la fine della parentesi mite e stabile e riporta condizioni più tipiche della stagione, ma con caratteristiche estreme. Un passaggio che conferma come la primavera, soprattutto al Nord, resti una fase di forte variabilità, capace di alternare caldo precoce e ondate di maltempo anche intense.

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