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12 Aprile 2026 - 14:04
Sentieri liberati da frane e alberi caduti: continua il lavoro dei volontari a San Raffaele Cimena
Il sentiero che da via Carpanea conduce a Tetti Dematteis era diventato impraticabile. Alberi caduti, smottamenti, terreno instabile: una situazione che, con il passare delle settimane, aveva reso impossibile il passaggio e riportato al centro un problema ormai noto a chi vive la collina di San Raffaele Cimena. Non solo grandi frane o emergenze, ma una fragilità diffusa che si manifesta anche nei percorsi secondari, spesso trascurati fino a quando non diventano inutilizzabili.
Sabato scorso, su quel tratto è intervenuto il gruppo AIB (Antincendi Boschivi) di San Raffaele Cimena, con il nucleo forestale e quello di movimento terra. L’obiettivo era ripristinare la percorribilità del sentiero e metterlo in sicurezza. Un lavoro che ha richiesto competenze tecniche, coordinamento e presenza sul campo, in un contesto dove ogni intervento si scontra con le condizioni del terreno e con le conseguenze di mesi di maltempo.
Quello di via Carpanea non è stato un intervento isolato. Nella stessa giornata, i volontari sono stati impegnati contemporaneamente su un secondo fronte, a Cimena, dove hanno collaborato alla pulizia della chiesa, affiancando don Martino e alcuni cittadini. Due cantieri diversi, distanti tra loro, gestiti in parallelo. Un elemento che, al di là del risultato finale, racconta la struttura operativa del gruppo e la sua capacità di muoversi su più scenari nello stesso momento.


Prima e dopo la pulizia del sentiero
Il dato più interessante, però, non è tanto il singolo intervento quanto il quadro complessivo in cui si inserisce. Negli ultimi mesi, il territorio di San Raffaele Cimena è stato segnato da una serie di criticità legate al dissesto idrogeologico. Le piogge intense della primavera 2025, culminate nell’alluvione di aprile, hanno lasciato strascichi evidenti: frane, smottamenti, strade danneggiate, percorsi interrotti. A distanza di tempo, molte situazioni sono state risolte, altre restano aperte, ma tutte hanno richiesto – e continuano a richiedere – un lavoro costante sul territorio.
Il gruppo AIB rappresenta quindi una delle presenze più attive. Non solo nelle emergenze, ma anche nella gestione ordinaria delle criticità. Interventi come quello sul sentiero di Carpanea rientrano proprio in questa categoria: azioni meno visibili, ma fondamentali per mantenere il territorio fruibile e sicuro.
Il loro lavoro non si limita infatti allo spegnimento degli incendi, che resta la funzione principale dell’organizzazione a livello regionale. Sul piano locale, l’AIB opera come parte integrante del sistema di Protezione Civile, intervenendo su frane e smottamenti, alberi caduti e ostruzioni della viabilità, messa in sicurezza di percorsi e aree pubbliche e supporto durante eventi di maltempo.
Un’attività che s'intensifica proprio nei territori collinari, dove la combinazione tra pendenze, vegetazione e piogge rende il suolo particolarmente instabile.
Durante la giornata dell’11 aprile, il doppio intervento mette in evidenza anche un altro aspetto: il ruolo del volontariato organizzato. I volontari AIB non sono professionisti retribuiti, ma cittadini che dedicano tempo libero a un’attività che richiede formazione, responsabilità e continuità.
Interventi come questi, però, contribuiscono a gestire le criticità, ma non risolvono i problemi strutturali del territorio. Il dissesto idrogeologico resta una questione aperta, che richiede opere più complesse, finanziamenti e tempi lunghi. Il lavoro dei volontari si colloca quindi in una zona intermedia: quella tra l’emergenza e la prevenzione, tra ciò che può essere fatto subito e ciò che richiede interventi più ampi.
È in questo equilibrio che si misura il ruolo dell’AIB a San Raffaele Cimena: una presenza operativa che interviene quando serve. Dai sentieri ostruiti della collina alle attività a supporto della comunità, il loro lavoro racconta una parte quotidiana della gestione del territorio: meno visibile, ma decisiva.

La chiesa in località Cimena
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