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Evasione dell’IMU a Gassino: quasi 270mila euro non pagati. Ecco come va rispetto al resto d’Italia

Il Comune avvia i controlli sulle annualità dal 2021 al 2024. A livello nazionale si evade circa il 20% dell’imposta

Evasione dell’IMU a Gassino: quasi 270mila euro non pagati. Ecco come va rispetto al resto d’Italia

Evasione dell’IMU a Gassino: quasi 270mila euro non pagati. Ecco come va rispetto al resto d’Italia

Quasi 270mila euro di IMU non pagata e ora oggetto di accertamento. È questo il dato che emerge dall’attività di controllo avviata dal Comune di Gassino Torinese sulle annualità dal 2021 al 2024, un’operazione che riporta al centro un tema spesso poco visibile ma decisivo per i conti degli enti locali: quello dell’evasione fiscale sugli immobili.

Nel dettaglio, il Comune ha emesso 62 accertamenti nei confronti di contribuenti risultati irregolari nei versamenti. La cifra complessiva dell’imposta non versata ammonta a 269.545 euro, a cui si aggiungono oltre 73mila euro di sanzioni e più di 38mila euro di interessi. Si tratta di somme che non entreranno tutte immediatamente nelle casse comunali, ma che verranno recuperate progressivamente nei prossimi anni, tra il 2026 e il 2028.

Un dato che, preso isolatamente, potrebbe sembrare significativo ma difficilmente interpretabile. Per comprenderne il peso reale è necessario confrontarlo con il quadro nazionale, dove l’evasione IMU rappresenta da tempo una delle criticità più diffuse del sistema fiscale locale.

Secondo le stime del Ministero dell’Economia, in Italia ogni anno sfuggono al fisco circa 5 miliardi di euro di IMU, pari a poco più del 20% del gettito potenziale. In altre parole, mediamente un euro su cinque non viene pagato. Una quota tutt’altro che marginale, che incide direttamente sulla capacità dei Comuni di finanziare servizi e interventi sul territorio.

Il fenomeno, però, non è uniforme. Nel Nord Italia, i livelli di evasione risultano generalmente più contenuti rispetto al Sud, attestandosi spesso tra il 10% e il 15%. Questo significa che il dato emerso a livello locale s'inserisce in una dinamica tutto sommato coerente con quella di molti Comuni di dimensioni simili.

Un centro di circa 9mila abitanti come Gassino può infatti registrare, nel corso di più anni, cifre di evasione di questo ordine di grandezza. Ma c’è un aspetto che merita attenzione: i quasi 270mila euro individuati non rappresentano l’evasione complessiva, bensì quella che è stata effettivamente intercettata attraverso i controlli.

È una distinzione importante. Perché il dato racconta non solo un problema, ma anche un’attività. Quella svolta dagli uffici comunali per individuare incongruenze, verificare posizioni, incrociare dati catastali e fiscali e, infine, emettere gli accertamenti. Un lavoro tecnico e spesso silenzioso, ma che incide direttamente sulla tenuta dei bilanci.

Il municipio di Gassino Torinese

A livello nazionale, la capacità di recupero varia sensibilmente da Comune a Comune. Nel 2024, gli enti locali italiani hanno recuperato circa 1,4 miliardi di euro di IMU evasa, ma con forti differenze legate alla struttura degli uffici, agli strumenti disponibili e alla capacità organizzativa. Alcuni territori riescono a intercettare una quota significativa dell’evasione, altri molto meno.

In questo contesto, il caso di Gassino si colloca in una fascia intermedia: non emergono elementi che facciano pensare a una situazione anomala o fuori controllo, ma neppure a un’evasione trascurabile. Piuttosto, si delinea un quadro tipico dei Comuni del Nord, dove il fenomeno esiste, ma viene progressivamente contrastato attraverso attività di verifica.

Ogni euro non versato rappresenta una risorsa in meno per la collettività. Meno fondi per la manutenzione delle strade, per il verde pubblico, per i servizi scolastici o sociali. E, allo stesso tempo, un carico potenzialmente maggiore per chi paga regolarmente.

È su questo equilibrio che si gioca la partita dell’equità fiscale. Il documento approvato dal Comune lo richiama implicitamente, evidenziando come i tributi rappresentino anche una componente essenziale delle entrate locali. Senza quelle risorse, diventa più difficile garantire servizi e investimenti.

Resta poi un altro aspetto, meno evidente ma altrettanto importante: la percezione dei cittadini. Sapere che esiste un controllo e che le irregolarità vengono individuate può contribuire a rafforzare la fiducia nel sistema. Al contrario, la sensazione che l’evasione resti impunita rischia di minare quel rapporto.

Il dato di Gassino, dunque, non resta solo una cifra. Racconta una dinamica più ampia, che riguarda l’intero Paese e che si riflette anche nei piccoli Comuni.

Quasi 270mila euro accertati in pochi anni sono quindi il segno di un’attività concreta. Non risolvono il problema alla radice, ma rappresentano un passo nella direzione di una maggiore equità. E in un sistema in cui, a livello nazionale, un quinto dell’imposta sugli immobili continua a sfuggire al fisco, ogni recupero assume un valore che va ben oltre il singolo bilancio comunale.

Il sindaco Cristian Corrado

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