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Scuola, aumenti in busta paga: 137 euro in più al mese. Il governo esulta: “Risultato storico”

Firmato il contratto per 1,3 milioni di lavoratori: arrivano arretrati, aumenti e nuove tutele contro le aggressioni

 Firmato il contratto della scuola, 137 euro in più al mese

Firmato il contratto della scuola, 137 euro in più al mese

A pochi giorni dalle vacanze di Pasqua arriva la firma sul rinnovo economico del Contratto Istruzione e Ricerca 2025/27. Un accordo che riguarda circa 1,3 milioni di lavoratori e che porterà un aumento medio di 137 euro al mese nelle buste paga del personale scolastico.

Il governo rivendica con forza il risultato parlando di “obiettivo raggiunto”, “promessa mantenuta” e soprattutto di “risultato storico”. A sottoscrivere l’intesa sono stati tutti i principali sindacati del settore.

Il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha espresso soddisfazione per la chiusura dell’accordo, definendola “molto soddisfatto per questa rapida conclusione della parte economica di un contratto molto complesso, che riguarda circa un terzo di tutti i dipendenti pubblici italiani”.

ANTONIO NADDEO, PRESIDENTE ARAN

Sulla stessa linea il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e la sottosegretaria Paola Frassinetti, che sottolineano: “Ci siamo definitivamente lasciati alle spalle la stagione dei blocchi e dei ritardi contrattuali”. I due esponenti del governo ricordano inoltre che, dall’inizio della legislatura, sono stati firmati tre contratti del comparto scuola, con incrementi complessivi pari a 412 euro mensili per i docenti e 304 euro per il personale Ata.

GIUSEPPE VALDITARA, MINISTRO DELL'ISTRUZIONE E DEL MERITO

Nel dettaglio, questo rinnovo prevede aumenti di 143 euro per gli insegnanti e 107 euro per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. A questi si aggiungono gli arretrati: 855 euro per i docenti e 633 euro per il personale Ata.

Tra le novità più rilevanti c’è anche l’introduzione di una tutela legale per le aggressioni al personale scolastico, già prevista nel settore sanitario. La misura sarà definita nel dettaglio con la parte normativa del contratto.

La notizia è stata rilanciata anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha parlato di “una cosa mai accaduta prima”, riferendosi ai tre rinnovi contrattuali nella stessa legislatura.

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Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha evidenziato: “Come promesso: ritmo, continuità e basta ritardi”, aggiungendo che “abbiamo garantito incrementi complessivi del 16% per 1,3 milioni di lavoratori del comparto” e che sono già state stanziate le risorse per il prossimo triennio 2028/30.

PAOLO ZANGRILLO, MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Sul fronte sindacale, la Cgil ha firmato l’accordo definendolo “coerente” rispetto alla mancata sottoscrizione del precedente contratto e sottolineando come rappresenti “una prima risposta concreta all'emergenza salariale”. In una nota con la Flc Cgil, il sindacato evidenzia che l’intesa consente “di intervenire subito sul potere d'acquisto, destinando tutte le risorse al salario, garantendo aumenti al 5,9%, in linea con l'inflazione”.

La Cisl Scuola, guidata da Ivana Barbacci, sottolinea invece l’importanza di aver posto “fine alla brutta consuetudine di sottoscrivere le intese a triennio abbondantemente scaduto”.

Per la Uil Scuola di Giuseppe D’Aprile, la firma rappresenta “un passaggio significativo in una fase economica caratterizzata da una forte inflazione”. Soddisfazione espressa anche da Snals, Anief e Gilda.

Il contratto include anche il comparto della ricerca. La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha commentato: “riconosce il valore di chi, ogni giorno, costruisce il futuro del Paese attraverso lo studio, la ricerca e la trasmissione del sapere”, parlando di “un segnale chiaro. Il governo - chiosa - investe in conoscenza perché significa investire nell'Italia”.

ANNA MARIA BERNINI, MINISTRA UNIVERSITA' E RICERCA

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