Ha fatto appena in tempo a prendere il telefono e chiamare il padre. «Papà, qualcuno mi sta seguendo». Poi la paura è diventata realtà: una mano che la afferra, il braccio tirato con forza lungo la strada, il tentativo di trascinarla via contro la sua volontà. È successo giovedì sera, 26 marzo, a Cossato, nel Biellese. Una serata qualunque trasformata in pochi istanti in un incubo per una ragazza di sedici anni.
Tutto si sviluppa intorno alle 20.30. Al numero di emergenza 112 arrivano diverse segnalazioni da parte di clienti e dipendenti dell’Eurospin di Cossato, dove un uomo viene descritto mentre molesta le persone presenti. Le pattuglie del Nucleo Radiomobile e della stazione locale si mettono subito in movimento. Nel frattempo, una testimone fornisce un dettaglio decisivo: in via Martiri della Libertà, in direzione Quaregna Cerreto, ha visto un uomo con un cappello trascinare una ragazza per un braccio. «Si vedeva chiaramente che lei non voleva seguirlo».
I carabinieri seguono quelle indicazioni e in pochi minuti individuano la coppia. La scena è esattamente quella descritta: l’uomo continua a trattenere la giovane, che appare terrorizzata. «Avevo visto che mi stava seguendo e ho chiamato mio papà appena prima che mi bloccasse», racconterà poi la ragazza. Il padre, già in zona dopo la telefonata, riesce a raggiungerla mentre i militari intervengono.
L’uomo, un 32enne di origine marocchina, senza fissa dimora e irregolare sul territorio italiano, viene fermato sul posto. Durante la perquisizione gli viene trovato addosso anche un grosso cacciavite, elemento che aggrava ulteriormente la sua posizione.
Scatta così l’arresto con le accuse di violenza privata e porto di oggetti atti a offendere. Nei giorni successivi il giudice ha convalidato il provvedimento, disponendo nei suoi confronti il divieto di dimora nella provincia di Biella.
Una vicenda che ha scosso profondamente la comunità locale, non solo per la giovane età della vittima, ma per la dinamica stessa dei fatti, avvenuti in una zona frequentata e in un orario serale ancora pienamente attivo. A fare la differenza, in quei momenti concitati, è stata la rapidità con cui è partita la richiesta di aiuto e la tempestività delle segnalazioni arrivate al 112, che hanno consentito alle pattuglie di intervenire in pochi minuti.
Resta l’immagine di una ragazza che, in mezzo alla paura, ha avuto la lucidità di chiedere aiuto. E quella di una comunità che, attraverso chi ha visto e segnalato, ha contribuito a fermare una situazione che poteva avere conseguenze ben più gravi.