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Il Gobetti di Torino, la scuola che punta sull’inclusione: tecnologie, orti e benessere psicologico

Dall’aula sensoriale alla pet therapy: il modello educativo che mette al centro studenti e fragilità

Il Gobetti di Torino, la scuola che punta sull’inclusione: tecnologie, orti e benessere psicologico

Il Gobetti di Torino, la scuola che punta sull’inclusione: tecnologie, orti e benessere psicologico

C’è una scuola a Torino dove l’inclusione non è uno slogan, ma un metodo quotidiano. All’Istituto Gobetti-Marchesini-Casale-Arduino, questo principio prende forma in spazi, progetti e attività pensati per garantire a tutti gli studenti le stesse opportunità di crescita.

Il Gobetti è infatti polo per l’inclusione della città di Torino e sede del Centro Territoriale di Supporto (CTS), punto di riferimento per l’accesso alle tecnologie dedicate agli alunni con disabilità. Un lavoro che punta a rafforzare autonomia, integrazione e partecipazione attiva.

L’impegno si traduce concretamente in ambienti innovativi e laboratori specifici: dall’aula sensoriale allo spazio per la realtà virtuale, passando per il laboratorio di ceramica, l’aula green nel giardino e un’aula multifunzionale dedicata a musica e teatro. Spazi che non sono semplici supporti, ma veri strumenti educativi.

Tra le esperienze più significative ci sono i percorsi nell’orto, pensati in particolare per studenti con forme gravi di autismo, affiancati da attività di pet therapy e collaborazioni con il Conservatorio musicale di Torino. Un insieme di iniziative che costruiscono un percorso educativo capace di adattarsi ai bisogni di ciascuno.

Nei giorni scorsi la scuola è stata visitata dalla consigliera metropolitana all’istruzione Caterina Greco, insieme al vicesindaco Jacopo Suppo, accolti dalla dirigente Maria De Pietro. Un’occasione per osservare da vicino un modello che punta non solo all’apprendimento, ma anche al benessere degli adolescenti.

In questa direzione si inserisce anche il progetto “Nuove F-orme: relazioni che curano”, promosso dalla Città metropolitana nell’ambito del diritto allo studio e cofinanziato da Fondazione CRT. L’iniziativa affronta il tema della salute mentale in adolescenza, rafforzando il dialogo tra scuola, famiglie e servizi.

Proprio gli studenti sono stati protagonisti di questo percorso, realizzando il kit sull’antifragilità “Mezzo pieno”, uno strumento pensato per aiutare i ragazzi a parlare di benessere psicologico tra pari.

Un’esperienza che racconta una scuola capace di andare oltre la didattica tradizionale, costruendo ogni giorno un ambiente in cui inclusione e attenzione alla persona diventano parte integrante dell’educazione.

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