Non è solo una questione di numeri, ma di direzione. Il 2025 dell’aeroporto di Torino Caselle racconta una crescita che va oltre il rimbalzo post-pandemia e segna un passaggio più strutturale: per la prima volta lo scalo supera la soglia dei 5 milioni di passeggeri, accompagnando questo risultato con conti in miglioramento e una strategia sempre più orientata allo sviluppo.
I ricavi del gruppo Sagat, che gestisce Caselle, salgono a 63,5 milioni di euro, con un incremento del 4,7% rispetto all’anno precedente. Ma il dato più interessante è dove cresce davvero l’aeroporto: non solo nei voli, ma soprattutto nei servizi. Le attività extra-aviation – negozi, ristorazione, parcheggi e servizi ai passeggeri – registrano un aumento a doppia cifra, segnale di uno scalo che si trasforma sempre più in uno spazio integrato, non solo in un punto di transito.
A trainare il risultato è proprio l’aumento del traffico. Nel 2025 sono transitati a Torino oltre 5 milioni di viaggiatori, con una crescita del 6,7% rispetto al 2024 e, soprattutto, un balzo significativo rispetto al periodo pre-Covid. È un dato che cambia la prospettiva: Caselle non sta più recuperando terreno, ma lo sta guadagnando.
Il traffico internazionale rappresenta ormai la fetta più consistente, superando quello nazionale e confermando una tendenza chiara: Torino si apre sempre di più verso l’estero, sia in entrata che in uscita. Un segnale che riguarda il turismo, ma anche il posizionamento economico del territorio.
I conti riflettono questo andamento. L’utile netto raggiunge i 6,8 milioni di euro, sostenuto anche da operazioni straordinarie, mentre gli investimenti – oltre 11 milioni – raccontano la direzione scelta: infrastrutture più moderne, attenzione alla sostenibilità, digitalizzazione e sicurezza informatica.
Non è un dettaglio. È il tentativo di rendere l’aeroporto non solo più grande, ma più competitivo.
Il quadro che emerge è quello di uno scalo che sta cambiando pelle. Più traffico, più servizi, più connessioni. E soprattutto una crescita che non si limita ai numeri, ma prova a costruire un ruolo diverso per Torino nella geografia dei trasporti.
La sfida, ora, è mantenere questo ritmo. Perché superare i 5 milioni di passeggeri è un traguardo. Ma trasformarlo in uno standard è tutta un’altra partita.
