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Caselle vola alto: estate da record con 53 destinazioni dall'aeroporto Sandro Pertini

700 mila posti in più e nuovi collegamenti internazionali. Per Pasqua pesa però il caro-guerra in Iran

Caselle vola alto: estate da record con 53 destinazioni dall'aeroporto Sandro Pertini

Caselle vola alto: estate da record con 53 destinazioni dall'aeroporto Sandro Pertini

La stagione estiva parte con numeri che segnano un cambio di passo per lo scalo torinese. Da domenica 29 marzo l’Aeroporto di Torino Caselle inaugura quella che viene già definita come la stagione più ricca di sempre: più destinazioni, più Paesi collegati e soprattutto centinaia di migliaia di posti in più a disposizione dei passeggeri.

Il dato che colpisce è proprio questo: 700 mila posti aggiuntivi rispetto all’estate 2025, segnale di una crescita che non è solo numerica ma anche strategica. Il network raggiunge quota 53 destinazioni distribuite in 24 Paesi, con tre nuovi ingressi: Finlandia, Ungheria e Bulgaria. Un’espansione che rafforza il ruolo dello scalo nel panorama nazionale e internazionale.

Tra le novità più rilevanti c’è l’arrivo di Finnair, che dal 3 maggio collegherà Torino a Helsinki. Non si tratta solo di una nuova rotta, ma di un’apertura verso un hub strategico, capace di connettere il Piemonte con il Nord Europa, ma anche con Asia e Nord America. Un tassello che cambia la prospettiva dello scalo, sempre più orientato a una dimensione globale.

Accanto a questo ingresso, si registra anche il rafforzamento delle compagnie già presenti. Ryanair amplia la propria offerta con nuove destinazioni come Sofia e Tirana e consolida le rotte esistenti grazie al terzo aeromobile basato a Caselle. Cresce anche Wizz Air, con nuove tratte – tra cui Londra Luton e Palermo – e un incremento delle frequenze. Si inserisce nel quadro anche Aeroitalia, che punta su collegamenti nazionali verso Foggia, Salerno e Comiso.

Il risultato è un’offerta più ampia e diversificata, che spazia dalle mete turistiche del Mediterraneo alle grandi capitali europee, fino ai collegamenti con i principali hub internazionali come Parigi, Amsterdam, Francoforte e Istanbul. Un sistema che consente ai passeggeri non solo di viaggiare direttamente, ma anche di raggiungere il resto del mondo con maggiore facilità.

«La stagione estiva 2026 è la più ricca di sempre – sottolinea l’amministratore delegato di Torino Airport, Andrea Andorno –. L’ingresso di Finnair e il collegamento con Helsinki rappresentano un passaggio rilevante perché rafforzano in modo strutturale la connettività internazionale dello scalo». E aggiunge: «Il terzo aeromobile Ryanair e la crescita di Wizz Air confermano l’attrattività dell’aeroporto e la solidità della strategia di sviluppo».

Numeri e prospettive che raccontano un aeroporto in espansione, pronto a intercettare una domanda di mobilità in crescita e a ritagliarsi uno spazio sempre più centrale nei flussi turistici e business del Nord Italia.

Aeroporto Torino Caselle TRN: la guida completa

Guerra in Iran e caro-carburante: volare costa di più

A fare da contraltare a questo scenario di crescita, però, c’è un elemento che rischia di frenare la domanda proprio nei momenti di maggiore mobilità: il ritorno del caro-voli, spinto anche dalle tensioni internazionali. Secondo un’analisi di Assoutenti, le tariffe aeree per le festività pasquali registrano un aumento medio del 13,6% rispetto al 2025, ma con picchi ben più elevati su alcune tratte strategiche.

E Torino Caselle non fa eccezione. Proprio dai collegamenti del Nord verso il Sud Italia – fondamentali anche per molti piemontesi che rientrano nelle regioni d’origine – emergono rincari significativi: volare da Torino a Brindisi, ad esempio, costa fino al 28% in più rispetto allo scorso anno nelle stesse date. Un aumento che si inserisce in un quadro più ampio, dove alcune tratte nazionali arrivano addirittura a sfiorare il +60%, come nel caso del Malpensa-Brindisi.

Ma il dato più preoccupante riguarda il costo complessivo dei biglietti: in diversi casi, per un viaggio andata e ritorno durante le festività si superano facilmente i 500 euro a passeggero, cifre che rischiano di limitare concretamente la possibilità di spostarsi. Alla base dei rincari non c’è solo l’effetto stagionale legato alla domanda, ma soprattutto l’impatto della crisi in Medio Oriente, che ha fatto impennare il costo del carburante aereo fino all’87% in poche settimane.

Un aumento che le compagnie stanno trasferendo direttamente sui prezzi finali. Il risultato è un equilibrio sempre più fragile tra offerta e accessibilità: da un lato aeroporti come Caselle ampliano rotte e collegamenti, dall’altro cresce il rischio che volare diventi un’opzione meno sostenibile per una parte dei viaggiatori, soprattutto su quelle tratte interne che dovrebbero garantire continuità territoriale e mobilità diffusa.

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