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Fine lavori all’antico ospedale: cambia il volto dell’ingresso a Castellamonte

Ristrutturazione quasi conclusa: spazi per biblioteca, archivi, giovani e anziani

Castellamonte L antico ospedale torna a nuova vita

l edificio visto dalla strada

Con il proseguimento dei lavori di sistemazione dell’antico ospedale, che si stanno avviando a conclusione, l’accesso al centro di Castellamonte per chi proviene da Cuorgnè comincia a  mutare aspetto. Finora il biglietto da visita non era invitante. Da un lato un edificio squallido e per di più abusivo che, addossato a quello di un antico mulino, lo ha reso irrecuperabile; dall’altra questo fabbricato grande e trasandato, utilizzato solo in parte.

Il vecchio mulino ed i suoi annessi sono destinati all’abbattimento. L’antico ospedale ha avuto più fortuna e, grazie ai fondi del P.N.R.R., tornerà a nuova vita. Meno di due anni fa mostrava tutti i difetti dell’età senza che se ne potessero vedere i pregi: muri anneriti e scrostati, infissi deteriorati o sostituiti con altri di infima qualità estetica, tetti sui quali cresceva l’erba. Anche le parti utilizzate, fra cui l’ala che ospitava la Biblioteca Civica, apparivano tutt’altro che in buone condizioni. E’ sempre triste vedere degli edifici lasciati al degrado, tanto più quando si tratta di strutture pubbliche che potrebbero essere destinate ad ospitare uffici, servizi, sedi per associazioni ma un comune delle dimensioni di Castellamonte non avrebbe mai potuto provvedere da sé. I soldi del P.N.R.R. hanno rappresentato un’occasione irripetibile e, va detto, sono stati investiti in modo felice.

Durante il sopralluogo effettuato dalla Città Metropolitana nel pomeriggio di giovedì 26 marzo, è stato possibile vedere i risultati della ristrutturazione entrando nell’edificio, cosa che nell’estate 2024, al momento dell’ inizio, si era rivelata impossibile per motivi di sicurezza.

Si sta ancora lavorando al pianterreno, nei locali che torneranno ad ospitare la Biblioteca, mentre al primo piano e nel sottotetto mancano solo gli arredi.

Il sopralluogo all'ex ospedale

TANTE LE DESTINAZIONI D’USO DELL’ANTICO OSPEDALE RISTRUTTURATO

 Varie, e molto differenti tra loro, le destinazioni della struttura. Una parte dell’edificio verrà utilizzata dal Comune per i propri archivi: quello corrente e quello storico. Il primo occuperà tre locali  e sarà suddiviso per settori: Edilizia Privata, Segreteria, Settore Finanziario. “In parte era già custodito qui – ha spiegato la funzionaria di riferimento – ma coglieremo l’occasione per provvedere ad una più corretta  sistemazione”. L’Archivio Storico, che dev’essere conservato in maniera differente, verrà collocato  accanto alla Biblioteca.

Nel fabbricato rimesso a nuovo ci sarà spazio per  il Centro Anziani e per il Centro di Aggregazione Giovanile; per il Centro Culturale <Costantino Nigra>; per le associazioni a cominciare da quella dei ceramisti; per la ceramico-terapia. Ci sarà anche – ed è un progetto importante – un appartamento destinato a giovani adulti autistici per addestrarli alla vita autonoma. A parlarne non poteva che essere il delegato alle Politiche Sociali Alessandro Musso: “La progettazione dettagliata è ancora da fare ma ospiterà 3 o 4 ragazzi per volta, che vivranno qui per un certo periodo di tempo con il sostegno di un operatore. Si tratterà di un appartamento  a sé stante, al quale potranno accedere giorno e notte. A Castellamonte avevamo già un centro di eccellenza per l’autismo ma una collaborazione fra  Comune e l’ASL non l’aveva ancora messa in piedi nessuno: siamo i primi”.

Molto interessante il risultato della ristrutturazione nel sottotetto, che ospiterà una Sala Lettura della Biblioteca. Il vasto e luminoso ambiente era fino a due anni fa una soffitta che in passato servì forse come magazzino ma che da decenni versava in completo abbandono. “Quando siamo saliti quassù per la prima volta – hanno esclamato Musso ed il sindaco Pasquale Mazza  – era in condizioni pietose, con il pavimento coperto da uno spessissimo strato di guano lasciato dai piccioni”. Il tetto era a capriate e, con un lavoro impegnativo, sono state mantenute le vecchie travature, liberandole però dalla funzione portante che non sarebbero più state in grado di sostenere. Sulle pareti intonacate spiccano numerose nicchie: occupano solo la parte più bassa dei muri ed hanno proporzioni strane, con un’ altezza assai inferiore a quella consueta. Segno inequivocabile che in origine il locale era un tutt’uno con quello sottostante e che l’altezza complessiva  era notevole. A cosa poteva servire un ambiente così vasto e così alto? Era una chiesa ovviamente, la Cappella dell’Ospedale, inserita nella parte più antica dell’edificio. Non poteva mancare visto che l’assistenza sanitaria era allora nelle mani della chiesa: l’ospedale sorse infatti nella prima metà dell’Ottocento. Si ampliò a più riprese, rimanendo in funzione fino all’inizio degli Anni Ottanta del Novecento, allorché venne sostituito da quello <nuovo>. Pochi anni più tardi anche tale struttura fu ingrandita ma poi l’ospedale finì sotto la scure dei tagli e chiuse i battenti, sostituito da un reparto di riabilitazione e da ambulatori. La parte costruita cinquant’anni fa, deterioratasi rapidamente come tutti gli edifici di quell’epoca, è oggetto a sua volta di ristrutturazione per ospitarvi un Ospedale di Comunità ed una Casa di Comunità.

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