C’è una scuola che guarda al mondo, ma che per farlo ha bisogno anche di spazi adeguati, sicuri e moderni. È da qui che parte la visita della Città metropolitana di Torino allo Spinelli, uno degli istituti più internazionali del territorio, dove si è fatto il punto sugli interventi realizzati e su quelli ancora da programmare.
Giovedì 26 marzo la consigliera delegata all’Istruzione Caterina Greco ha raggiunto la sede di via Figlie dei Militari 25, accompagnata dalla dirigente scolastica Antonijeta Strollo. Un sopralluogo che non è stato solo tecnico, ma anche politico: capire cosa è stato fatto e, soprattutto, cosa serve ancora per garantire una scuola all’altezza delle sfide educative di oggi.
Lo Spinelli, del resto, non è un istituto qualsiasi. Tra liceo scientifico, scienze applicate e linguistico, l’offerta formativa si intreccia con percorsi internazionali come ESABAC, Cambridge International, opzione tedesca e cinese, fino al ruolo di Aula Confucio e capofila di una rete regionale. Una scuola che vive di apertura e scambio, e che proprio per questo necessita di spazi funzionali e aggiornati.
Negli ultimi anni gli interventi non sono mancati. La Città metropolitana è intervenuta sulla palestra, completamente riqualificata con nuovi impianti e copertura, sui servizi igienici al piano terra, sulla realizzazione di una nuova aula e sull’accessibilità, con l’installazione di una rampa metallica. Parallelamente sono stati portati avanti lavori più strutturali: facciate risanate, serramenti sostituiti, adeguamenti antincendio e miglioramenti acustici nelle aule.

Un insieme di interventi che, però, rappresenta solo una parte del percorso. Perché il tema dell’edilizia scolastica resta aperto, e lo Spinelli non fa eccezione.
Durante la visita sono state infatti condivise le priorità per il futuro: dalla ristrutturazione completa dei servizi igienici al miglioramento degli spazi dedicati a studenti con esigenze specifiche, fino alla riqualificazione degli impianti e delle reti di distribuzione. Interventi meno visibili, ma decisivi per la qualità quotidiana della vita scolastica.
È su questo punto che si inserisce il messaggio politico della consigliera Greco, che sottolinea il senso complessivo dell’operazione: «Investire sugli edifici scolastici significa investire concretamente nella qualità della didattica, nel benessere degli studenti e del personale e in una scuola sempre più accessibile, sicura e capace di guardare al futuro».
Parole che sintetizzano un nodo centrale: la scuola non è fatta solo di programmi e insegnanti, ma anche di spazi. E quegli spazi, oggi più che mai, diventano parte integrante dell’esperienza educativa.
Nel caso dello Spinelli, il lavoro è già iniziato. Ma la direzione è chiara: continuare a investire per trasformare un edificio scolastico in un luogo capace di sostenere, giorno dopo giorno, una didattica sempre più internazionale, inclusiva e contemporanea.
