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27 Marzo 2026 - 10:19
Affluenza record al referendum, il Polo Civico di San Mauro: “È questa la vera vittoria. Il civismo è ancora vivo”
Il referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma della giustizia voluta dal ministro Nordio e dalla maggioranza parlamentare è stata una vera e propria prova di tenuta democratica. Sia a livello nazionale che a livello locale, indipendentemente dall’esito. Ad affermarlo è Carlo Cravero, referente della coalizione “Polo Civico” a San Mauro Torinese, la nuova entità che raduna Alternativa Democratica e Due Ponti in vista delle prossime elezioni comunali.
«Noi della coalizione – spiega Cravero – abbiamo dibattuto a lungo sulle ragioni del sì e del no. Nel Polo Civico ci sono sia persone vicine al centrosinistra che al centrodestra. Abbiamo scelto di non schierarci politicamente su questa riforma, come hanno fatto invece i vari partiti. Il quesito del referendum costituzionale era ben preciso, non era una questione di sinistra o di destra».
Da questo punto di vista, il Polo Civico si conferma “lontano” dai partiti tradizionali, come aveva anticipato il consigliere comunale Riccardo Carosso lo scorso 27 febbraio, durante la conferenza stampa di presentazione ufficiale della coalizione.
«Ciò che ci ha colpiti veramente, e che ci lascia ben sperare in senso democratico, è stata l’affluenza, specie da parte dei giovani. È il segno che il tema fosse sentito. La nostra Costituzione, che qualcuno ha definito come “la più bella del mondo”, non si cambia senza una maggioranza qualificata. È stato un grande segno di rispetto verso i padri costituzionali del 1947, soprattutto da parte dei ragazzi», commenta Cravero.

Carlo Cravero
A San Mauro, l’affluenza è stata di poco inferiore al 70%, con il 41% circa degli elettori che si è espresso per il sì alla riforma, mentre il 59% ha votato no. San Mauro Torinese si è così confermato il Comune collinare con la più alta percentuale di elettori contrari alla separazione delle carriere.
A chi sostiene che il referendum sia stato un “plebiscito” su Giorgia Meloni e sul suo governo, Cravero risponde in modo netto: «Ritengo che la gente si sia informata bene sul tema e che abbia votato al di là delle appartenenze partitiche. Non è stato un plebiscito contro la Meloni, ma un plebiscito contro il modo di portare avanti una modifica importante della Costituzione in quel modo lì».
Secondo quanto documentato a livello nazionale dal quotidiano la Repubblica, quasi un elettore su cinque di Forza Italia avrebbe infatti votato no, allontanandosi dai dettami di partito. E a livello locale, nella vicina Castiglione Torinese guidata da una coalizione di centrodestra, è stato comunque il no a trionfare con il 54% delle preferenze e con un’affluenza del 70% circa.
Ribaltone politico o separazione del voto – più che delle carriere – tra elezioni e referendum costituzionali? Quello che è certo è che è andata meglio dei referendum abrogativi di giugno 2025.
«La gente inizia ad accorgersi, secondo noi, che questa è una politica stanca, una politica che non ci porta a nessun obiettivo prefissato. È chiaro che noi, quando parliamo di San Mauro, parliamo di un territorio piccolo rispetto a tutta l'Italia. Ma siamo convinti che la civicità, se portata avanti in un certo modo, possa essere replicata anche a livello nazionale. E questo ci lascia ben sperare per le comunali del 2027, ma non solo», conclude Cravero.
Chi ha vinto veramente il referendum? I partiti di centrosinistra, la mobilitazione dei giovani, il mondo civico? Oppure il malcontento verso il governo, accompagnato da una scarsa documentazione sul tema da parte dei cittadini – lettura che comunque il Polo Civico respinge?
Sicuramente ha vinto il no a quella riforma. Ora il vero nodo, a San Mauro e in tutta Italia in vista delle elezioni politiche del 2027, è come intercettare quell’elettorato affezionato ai padri costituenti – almeno secondo Cravero – e tradurre quella mobilitazione in un progetto civico politicamente spendibile.
La sfida alla politica di partito non è di certo una novità. Ci aveva provato su scala nazionale il Movimento 5 Stelle, passando però dal 25,6% del 2013 al 14,3% dei consensi oggi (secondo i sondaggi di Ipsos), e finendo poi per “partitizzarsi”.
Se nascerà una nuova sensibilità civica, secondo la nuova coalizione sanmaurese, saranno proprio i singoli territori a fare la differenza, insieme a quegli elettori in cerca di un nuovo polo in cui credere. E allora sì che le elezioni comunali del 2027 saranno un bel banco di prova.

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