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Ancora troppe barriere architettoniche a San Mauro: Carosso porta il tema in Consiglio comunale

Carosso (Due Ponti): “Servono risposte su lavori e risorse”. Obiettivo: rendere la città più accessibile per anziani e disabili

Ancora troppe barriere architettoniche a San Mauro, Carosso porta il tema in Consiglio comunale

Ancora troppe barriere architettoniche a San Mauro, Carosso porta il tema in Consiglio comunale

Il problema delle barriere architettoniche torna al centro del dibattito politico a San Mauro Torinese, ma questa volta con una richiesta precisa: capire cosa è stato fatto davvero per agevolare anziani e persone diversamente abili nella vita di tutti i giorni. In vista del prossimo Consiglio comunale di lunedì 30 marzo, il consigliere Riccardo Carosso, della lista civica Due Ponti, ha depositato un’interrogazione per fare chiarezza sullo stato di attuazione del PEBA, il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche.

Il punto di partenza è noto. Già nel dicembre 2024, il Comune aveva presentato un primo piano, ancora in una fase iniziale, senza progetti definitivi né coperture economiche certe. In quell’occasione, erano emerse criticità concrete, segnalate anche dai cittadini: accessi difficoltosi agli edifici pubblici, marciapiedi poco fruibili, parcheggi che ostacolano il passaggio delle carrozzine. Situazioni che, a distanza di oltre un anno, secondo Carosso non risultano ancora risolte.

Nel frattempo, però, il quadro è cambiato. Nell’autunno 2025, l’amministrazione ha scelto di ricorrere a un mutuo da 1,5 milioni di euro con Cassa Depositi e Prestiti per sostenere manutenzioni e servizi, compresi gli interventi legati all’accessibilità. Una scelta politica netta, motivata dalla carenza di risorse: «Abbiamo a malapena i fondi per l’ordinario», aveva ammesso la maggioranza durante la discussione del DUP.

È proprio da qui che si riparte l’interrogazione. Se il problema era economico e se oggi le risorse, almeno in parte, sono state trovate attraverso il ricorso al credito, allora diventa legittimo chiedersi che cosa sia stato fatto concretamente. Carosso chiede di conoscere quali interventi siano stati realizzati nel corso del 2025 e nei primi mesi del 2026, quanto fosse lo stanziamento previsto per il PEBA lo scorso anno e quale sia stato l’investimento effettivo. Ma soprattutto vuole sapere quali opere, tra quelle segnalate come urgenti, siano state programmate o avviate per il 2026.

Riccardo Carosso

Nell’interrogazione c’è anche un passaggio politico chiaro. Se nelle nuove opere i protocolli del PEBA vengono rispettati, il nodo resta l’esistente: le barriere che già oggi limitano la mobilità di molte persone e che erano state individuate come prioritarie durante gli incontri pubblici. Criticità che, secondo il consigliere, restano in buona parte ancora aperte.

Il tema, quindi, non è un tecnicismo secondario. Riguarda il modo in cui un Comune decide di utilizzare le proprie risorse in un contesto di bilancio sempre più stretto. Il mutuo acceso nel 2025 nasce proprio per questo: non per grandi opere, ma per garantire manutenzioni e servizi essenziali, tra cui anche l’abbattimento delle barriere architettoniche. Capire quanto di quelle risorse sia stato effettivamente destinato a questo capitolo significa, in fondo, capire quali siano state le priorità dell’amministrazione.

La discussione in Consiglio comunale dirà se il PEBA ha iniziato a tradursi in interventi concreti o se resta, almeno in parte, ancora sulla carta. Perché, al di là dei piani e delle dichiarazioni, il problema resta lo stesso: per molti cittadini, muoversi in città continua a non essere una cosa scontata.

La biblioteca civica Germana Bocca, una delle strutture in cui è previsto l'abbattimento delle barriere architettoniche. Alcuni interventi sono già stati realizzati negli anni passati.

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