A Santena la solidarietà non resta un principio astratto, ma si misura in chilometri percorsi, servizi garantiti e persone accompagnate ogni giorno. È stata inaugurata nella giornata di ieri la nuova convenzione del progetto “Solidarietà in Movimento”, rinnovata grazie all’accordo tra il Comune e la cooperativa Astra, che consolida un servizio attivo ormai da quattro anni sul territorio.
Un progetto che, nel tempo, ha assunto un ruolo sempre più centrale nella vita della comunità. I numeri raccontano meglio di qualsiasi slogan il suo impatto: oltre 21mila chilometri percorsi, circa 130 trasporti all’anno e una rete di circa 50 utenti, in gran parte anziani, affiancati da sei volontari. Destinazioni che non sono solo ospedali e ambulatori, ma anche luoghi di socialità, formazione e inclusione per persone con disabilità.
Al centro del servizio c’è ora anche una nuova vettura, resa possibile grazie al contributo di numerose aziende del territorio. Un elemento concreto che permette non solo di garantire continuità al progetto, ma anche di rafforzarne l’efficacia. È proprio su questo punto che insiste il vicesindaco Paolo Romano, sottolineando come l’iniziativa rappresenti molto più di un semplice trasporto: «L’inaugurazione della nuova auto rappresenta un passo importante per un servizio che in questi anni ha dimostrato tutta la sua utilità per la comunità. “Solidarietà in Movimento” non è solo un mezzo di trasporto, ma uno strumento che garantisce autonomia e accesso ai servizi a chi altrimenti avrebbe difficoltà negli spostamenti».

Dietro a questo risultato, osserva ancora Romano, c’è un modello che funziona perché mette insieme pubblico, volontariato e mondo economico: una rete che, nel tempo, ha saputo trasformarsi in un presidio stabile di mobilità solidale.
Una dimensione che va oltre l’organizzazione pratica del servizio e si intreccia con le politiche sociali dell’amministrazione. L’assessora Alessia Perrone richiama infatti il valore più profondo dell’iniziativa, definendola un vero e proprio strumento di inclusione: «Il taxi sociale rappresenta molto più di un semplice servizio di trasporto – spiega – è uno strumento concreto di vicinanza alle persone anziane, con disabilità o in condizioni di fragilità, che spesso incontrano difficoltà negli spostamenti quotidiani».
L’arrivo del nuovo mezzo, aggiunge, consente di fare un ulteriore passo avanti: «La disponibilità di un nuovo veicolo ci permette di rafforzare il servizio e rispondere in modo ancora più efficace ai bisogni della comunità». E il messaggio politico è chiaro: «Il nostro obiettivo è non lasciare indietro nessuno e costruire una comunità sempre più accessibile e inclusiva».
In filigrana emerge un modello di welfare locale che punta sulla prossimità e sulla collaborazione, dove il sostegno delle imprese del territorio diventa parte integrante di un progetto sociale. Non solo un servizio, dunque, ma una rete che tiene insieme bisogni concreti e risposte condivise.
A Santena, la mobilità solidale continua così il suo percorso, con una direzione precisa: trasformare ogni spostamento in un’occasione di autonomia, dignità e partecipazione.
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