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Canavesana nel caos: “Quasi metà dei treni soppressi è colpa di RFI e Trenitalia”

Avetta attacca: “Linea maglia nera, la Regione impotente”. Nel mirino la linea SFM1 Rivarolo–Torino–Chieri

Canavesana nel caos: “Quasi metà dei treni soppressi è colpa di RFI e Trenitalia”

Canavesana nel caos: “Quasi metà dei treni soppressi è colpa di RFI e Trenitalia”

La linea SFM1 torna al centro dello scontro politico regionale, con numeri che pesano come macigni sulla quotidianità di migliaia di pendolari. Millecentoquarantadue treni soppressi nel 2025, quasi uno su due per responsabilità diretta di RFI e Trenitalia. A sollevare il caso è il consigliere regionale del Partito Democratico Alberto Avetta, che parla senza mezzi termini di una linea ormai diventata «la maglia nera del servizio ferroviario metropolitano».

I dati arrivano dalla risposta in Aula a un’interrogazione presentata dallo stesso Avetta e fotografano una situazione critica lungo la tratta Rivarolo–Torino–Chieri, la cosiddetta “Canavesana”. Nel dettaglio, il 30,9% delle soppressioni è legato a problemi infrastrutturali — guasti ai passaggi a livello o ai sistemi di segnalamento — mentre un ulteriore 17,4% dipende da criticità del servizio, tra treni guasti e carenze di personale. «Nel 48,3% dei casi la causa è imputabile a RFI e Trenitalia», sottolinea Avetta, indicando con chiarezza le responsabilità.

Ma il punto, per il consigliere dem, non è solo nei numeri. È nella distanza tra le risposte istituzionali e la realtà vissuta ogni giorno da chi usa il treno. «Questa risposta non può bastare né ai pendolari, che pagano abbonamenti sempre più cari per un servizio inaffidabile, né ai territori attraversati dalla linea», afferma, richiamando le conseguenze più ampie sulla vita del Canavese e del Chierese. Un sistema di trasporto fragile, osserva, incide direttamente anche su sviluppo economico e attrattività turistica.

Alberto Avetta - Consigliere Regionale

Il quadro, inoltre, non accenna a migliorare. Nei primi due mesi del 2026 si contano già 190 soppressioni, un dato che rischia di confermare il trend negativo anche per l’anno in corso. Ma c’è un altro elemento che preoccupa e che emerge dalla risposta dell’assessore regionale: quello delle soppressioni parziali, ben 666 nel solo 2025.

Si tratta di cancellazioni limitate a tratte specifiche della linea, spesso utilizzate come “valvola di sicurezza” per evitare il blocco completo della circolazione. Un meccanismo che, però, per Avetta rappresenta una toppa più che una soluzione. «Quando si presenta una criticità si ricorre a queste misure per contenere gli effetti sugli altri treni», spiega, evidenziando come il problema sia strutturale e legato anche alla presenza di tratti a binario unico, in particolare tra Trofarello e Chieri.

La Regione, dal canto suo, ha invitato i gestori a limitare queste pratiche, soprattutto nelle ore di punta. Ma il giudizio del consigliere è netto: «Temiamo che questa richiesta resti poco più di un auspicio». Da qui la critica più politica, che punta direttamente al ruolo dell’ente regionale nella gestione del trasporto pubblico locale.

«Ancora una volta la Regione Piemonte ammette la propria impotenza nei confronti di RFI e Trenitalia», attacca Avetta. «Si applica qualche penale e si chiede il favore di sforzarsi a limitare i disagi». Una linea che, secondo il consigliere, evidenzia una mancanza di incisività. E la frase che chiude il suo intervento è destinata a lasciare il segno: «Quando si parla di TPL sul Grattacielo sventola sempre bandiera bianca».

Il tema tornerà nelle prossime commissioni consiliari dedicate ai trasporti piemontesi, ma intanto resta una fotografia chiara: una linea ferroviaria in difficoltà, pendolari sempre più esasperati e uno scontro politico che si riaccende su responsabilità e soluzioni.

Linea SFM1 Pont - Rivarolo - Chieri

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