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Lo Stiletto di Clio
25 Marzo 2026 - 16:52
Bagnolo Piemonte, Cristo porta la croce (cappella della Madonna del Castello)
È un frammento di storia recente che appartiene a pieno titolo al patrimonio culturale di Settimo Torinese, ma è anche un frammento di storia del teatro in città. Il suo interesse, pertanto, risulta duplice. Vale la pena di rispolverarlo durante la Settimana santa, esattamente quarant’anni dopo.
Tutto ebbe inizio nel 1986, approssimandosi le feste di Pasqua, quando i giovani dell’Unitalsi – l’Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali – decisero di organizzare una sacra rappresentazione nella restaurata chiesa della confraternita di Santa Croce, chiamando a collaborare alcuni amici. Intitolato «L’insulto della croce», il testo fu redatto da Giovanni Bianco (1934-2018): si trattava di un’originale lettura dei capitoli che gli evangelisti dedicano agli avvenimenti della Settimana santa. Lo scopo – riferì il periodico diocesano «La Voce del Popolo» – è «di rinsaldare i rapporti di amicizia e di solidarietà che generalmente si creano in occasione dei pellegrinaggi a Lourdes tra chi assiste gli ammalati e chi è assistito». Poiché la sera del 26 marzo la chiesa era gremita all’inverosimile, fu necessario programmare, la domenica dopo Pasqua, una replica dello spettacolo.

23 marzo 1986, il settimanale diocesano «La Voce del Popolo» di Torino annuncia la sacra rappresentazione dell'Unitalsi
Il buon esito di quella prima recita invogliò i giovani di Settimo a impegnarsi affinché l’iniziativa avesse un seguito. Nel 1987, il 10 e l’11 aprile, in concomitanza con l’anno mariano voluto dal papa Giovanni Paolo II, il gruppo offrì una «meditazione animata» dal titolo «Redemptoris Mater: la scelta». Bianco, l’autore del testo, spiegò che intendeva proporre la passione di Cristo attraverso gli occhi della Vergine Maria, richiamandosi al teatro medioevale.
Per la Pasqua dell’anno seguente, i giovani dell’Unitalsi riuscirono a coinvolgere numerosi sodalizi cittadini (la Pro Loco, il Corpo musicale, gli Amici di Mezzi Po, la corale «Sette Torri» e altri), col patrocinio del Comune e dei quattro consigli circoscrizionali, allo scopo di allestire la passione di Cristo nelle piazze del centro storico, fra il palazzo civico, la chiesa di San Pietro e la torre dello scomparso castello. «L’iniziativa costituisce una novità assoluta per la cittadina, anche se – almeno idealmente – può ricollegarsi alle rappresentazioni che la confraternita di Santa Croce soleva organizzare in passato, durante la Settimana santa», commentò «La Voce del Popolo». «La passione – dichiararono i giovani – vuole costituire un atto di pietà cristiana per i credenti e un’occasione di incontro per tutti gli abitanti di Settimo». In piazza Vittorio Veneto, sulla balconata del municipio, fu approntato il pretorio di Pilato; la salita al Calvario si effettuò lungo la via Dante Alighieri; la crocefissione avvenne in piazza San Pietro in Vincoli. La parte di Cristo toccò a Roberto Dematteis.
Proposto la sera del 18 marzo 1989, un diverso adattamento della passione riscosse consensi non meno ampi di quelli dell’anno prima. Un cronista si compiacque per «l’imponente presenza di pubblico» che, «malgrado la fredda serata», non aveva voluto mancare all’appuntamento con «qualcosa di unico». E aggiunse: «Quando un gruppo di ragazzi riesce a coinvolgere tanta gente, […] ha raggiunto quello scopo di aggregazione e riscoperta di valori che sovente i mass-media tentano invano di surrogare».
In seguito, i giovani dell’Unitalsi portarono in scena molti altri lavori teatrali. «C’è chi il teatro lo fa di professione e chi lo usa come veicolo di relazioni, in quanto capace di aggregare un gruppo anche molto numeroso di amici, anche in una città difficile», osservò una cronista nella primavera del 1991. E come non darle ragione!
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