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Il Pd di Ivrea ci scrive: "La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare (P.Calamandrei)"

La vittoria del no: mobilitazione civica, impegno sul territorio e protagonismo giovanile a Ivrea

Il Pd ci scrive: "La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare (P.Calamandrei)"

Il Pd ci scrive: "La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare (P.Calamandrei)"

All’indomani del voto sul referendum sulla giustizia, pubblichiamo una riflessione del Partito Democratico di Ivrea sul risultato emerso dalle urne e sulle sue possibili implicazioni.

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Una larga maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata. Una vittoria ancora più significativa perché, solo pochi mesi fa, sembrava impossibile venisse bocciata.

Questa è la vittoria della nostra comunità democratica, che ha partecipato, discusso, convinto altre persone, organizzato incontri e iniziative. È la vittoria di chi non si è arreso e ha creduto che fosse possibile cambiare il corso delle cose.

E un segnale forte arriva dalle nuove generazioni: i giovani hanno scelto in modo netto, dimostrando che c’è una voglia profonda di partecipazione e futuro.

Nei paesi anglosassoni c’è un motto che dice che le grandi imprese sono fatte per il 10% di idee e per il 90% di fatica (sudore, letteralmente).

Riguardando a posteriori la campagna referendaria potremmo dire che questo motto si adatta perfettamente al lavoro che abbiamo messo in atto.

Partiamo dal 10%: non è vero che le persone non erano informate e che hanno votato dando un giudizio sul governo Meloni. Se anche fosse vero sarebbe una notizia molto positiva, ma nel corso di tutta la campagna noi abbiamo avuto la sensazione che le persone volessero essere informate e volessero ragionare con la propria testa. Si è sentito dire che i quesiti erano troppo tecnici, incomprensibili per la maggior parte delle persone. A noi non è sembrato:

 Che competenze ci vogliono per capire che il sorteggio rispetto all’elezione indebolisce gli organi rappresentativi?

 Che competenze ci vogliono per capire che un sorteggio fra una limitata platea di politici votati dalla maggioranza parlamentare porterà forzatamente ad uno squilibrio nella composizione del CSM?

 Che competenze ci vogliono per capire che la frottola dello spezzare il correntismo non ha nessuna ragione di esistere quando solo il 20% dei magistrati è iscritto ad una corrente, e, fra l’altro, la corrente più rappresentata non è quella di sinistra?

 Con quale arroganza i politici di centro destra hanno continuato a insistere sulla difficoltà dei quesiti tecnici, e sulla difficoltà di riuscire ad illustrarli?

E veniamo al 90% di sudore…

Negli ultimi 2 mesi abbiamo portato avanti una grande quantità di iniziative.

Potremmo partire anche da prima, da quando ci incontravamo nella sede del PD di Torino per ascoltare l’onorevole Giorgis e la senatrice Rossomando illustrarci l’iter parlamentare della legge: nei primi tempi erano confidenti di riuscire a dibatterla in aula: “… dovrebbe ritornare alla camera, questa volta dovremmo riuscire a discuterla e a proporre i nostri emendamenti…”.

Ripensandoci mesi dopo, ci si commuove pensando alla speranza che riponevano di poter discutere alcuni articoli, speranza che si infrangeva inesorabilmente contro l’arroganza della destra indisponibile ad una discussione parlamentare nel merito del testo della riforma. E che ha portato il parlamento ad approvare una riforma costituzionale, per la prima volta nella storia, senza un solo dibattito in aula.

Poi è partita la campagna. Immediatamente abbiamo iniziato ad organizzare incontri e dibattiti. Ad Ivrea è stato costituito il comitato per il NO, che ha raccolto forze politiche, sindacati, associazioni, e che ha subito organizzato molteplici iniziative sul territorio canavesano. E’ stato costituito un gruppo da parte della coalizione di maggioranza che governa il Comune di Ivrea, che ha coordinato i gazebo nelle piazze e l’organizzazione di un evento.

Come Partito Democratico abbiamo organizzato un incontro pubblico all’inizio della campagna, ci siamo occupati delle affissioni dei manifesti negli spazi elettorali coordinando 5 squadre che hanno battuto il canavese, abbiamo imbucato circa 4.000 volantini nelle buche delle lettere, suddividendoci le zone della città, abbiamo montato un gazebo in piazza Ottinetti sabato 9 Marzo (era previsto anche per il 16 ma pioveva troppo forte), abbiamo fatto volantinaggio al mercato, abbiamo partecipato a tutti gli eventi sul territorio portando il nostro contributo e facendo sentire la nostra voce, abbiamo raccolto le adesione per gli elettori fuori sede che facendo i rappresentanti di lista potevano votare…

Alla fine, quando domenica mattina sono iniziate le operazioni di voto, abbiamo tirato un sospiro di sollievo per la fine della campagna, ed è iniziata l’ansia per i risultati. Le nostre sensazioni erano ottimiste, nell’incontro con le persone avevamo sempre ricevuto ritorni positivi.

E poi i risultati: a livello nazionale una netta vittoria, e ad Ivrea città il 61,4 per cento di NO. Il NO ha vinto in tutti i seggi, anche quelli meno favorevoli nei nostri confronti.

E’ un buon segnale, un segnale di speranza per il futuro del nostro paese. Ora dobbiamo restare impegnati per costruire un’alternativa al governo della destra.

I prossimi appuntamenti saranno importanti, siamo certi che li affronteremo con un rinnovato e immutato vigore.

Partito Democratico,
Circolo di Ivrea

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