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La Voce degli Animali
26 Marzo 2026 - 11:06
La volpe di Castellamonte
Per settimane è stata una presenza silenziosa, quasi familiare. Una sagoma tra le luci dell’alba, tra i sacchetti della spesa, tra gli sguardi stupiti dei passanti. Ora quella volpe che aveva conquistato – e diviso – Castellamonte è al sicuro.
Martedì 24 marzo 2026 l’animale è stato recuperato nel cuore della città, nei pressi della pasticceria Pan Belmonte, a due passi dal municipio. Un intervento atteso, quasi inevitabile, dopo giorni di segnalazioni, fotografie e dibattiti.
A raccontare gli ultimi momenti prima del recupero è l’assessora Patrizia Addis, intervenuta durante il Consiglio comunale: «Abbiamo dapprima chiamato il Canc di Grugliasco, ma ci hanno detto che essendo in salute non potevano intervenire. Allora ci siamo rivolti alla Città Metropolitana e oggi, intorno alle 16, sono intervenuti. Mentre eravamo lì che stavamo cercando di capire come agire siamo stati avvisati che si trovava davanti a Pan Belmonte».
Una scena quasi surreale: la volpe, già vista nei giorni precedenti tra via Massimo D’Azeglio, vicolo Galasso e piazza Vittorio Veneto, di nuovo in mezzo alle persone, senza paura. O forse solo adattata.
«Più che selvatica era addomesticata – ha proseguito Addis – difatti si avvicinava per mangiare ai diversi locali della città e si faceva anche accarezzare. I veterinari l’hanno presa e, visto che aveva una ferita alla zampa, l’hanno portata al Canc di Grugliasco, dove verrà curata e verificheranno lo stato di salute e la capacità di cacciare. Ci terranno informati. Siamo felici di sapere che ora è al sicuro e curata».

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale, coordinati dal comandante Marco Maggio, insieme alle guardie della Città Metropolitana di Torino. Dopo la cattura, l’animale è stato trasferito al Canc (Centro Animali non Convenzionali) di Grugliasco, struttura specializzata nella cura e riabilitazione di fauna selvatica.
Lì la volpe sarà monitorata costantemente: i veterinari valuteranno le sue condizioni generali, cureranno la ferita alla zampa e soprattutto verificheranno se potrà tornare a vivere in autonomia nel suo habitat naturale.
Una storia che chiude un cerchio iniziato settimane fa, quando le prime immagini dell’animale avevano fatto il giro dei social. Una volpe che si avvicinava alle persone, che annusava le borse della spesa, che non scappava. Per qualcuno una mascotte, per altri un segnale da non sottovalutare.
Perché quella “confidenza” non era affetto. Era sopravvivenza.
Lo avevano raccontato proprio le immagini circolate a inizio marzo: la volpe in piazza Vittorio Veneto, ferma accanto a una persona, attratta dai sacchetti. Non paura, ma abitudine. Non fiducia, ma adattamento.
Castellamonte si era divisa tra tenerezza e preoccupazione. C’era chi scriveva sui social che bisognava riportarla nel suo habitat, chi la considerava ormai parte della città. Ma la realtà, come spesso accade, era più semplice e più dura: quell’animale stava cercando cibo.
E quando la città offre, la natura arriva.
Sacchetti lasciati fuori, resti di cibo, bidoni non chiusi: per una volpe sono un invito. Un buffet facile, ripetuto, sicuro. E ogni ritorno rafforza l’abitudine, fino a trasformare le strade in territorio.
Ma questa abitudine ha un prezzo. Più un animale si avvicina all’uomo, più si espone a rischi: incidenti, aggressioni, malattie, catture inevitabili. E in questo caso anche una ferita, scoperta solo al momento del recupero.
Oggi quella volpe è in cura. Lontana dalle vetrine, dai flash, dai commenti. In un luogo dove tornerà ad essere ciò che è sempre stata: un animale selvatico.
E forse è proprio questa la lezione più forte che lascia Castellamonte. L’emozione di un incontro così raro non deve trasformarsi in abitudine. Perché la natura non chiede carezze.
Chiede distanza.
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