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Incendio alla Vauda sotto controllo ma il pericolo resta: vento fino a 100 km/h

Focolai ancora attivi nel poligono militare tra San Carlo e Vauda: raffiche fino a 80 km/h, sorvegliata speciale la riserva naturale

Incendio alla Vauda sotto controllo ma il pericolo resta: vento fino a 100 km/h

Incendio alla Vauda sotto controllo ma il pericolo resta: vento fino a 100 km/h

Dopo una notte di paura, il grande incendio che ha colpito la Riserva naturale della Vauda è ora sotto controllo, ma non ancora completamente domato. Restano infatti alcuni focolai attivi, in particolare tra San Carlo Canavese e Vauda, all’interno dell’area del poligono militare. La situazione resta delicata, soprattutto per il ritorno annunciato del vento.

Le immagini riprese da un drone nella tarda serata di mercoledì mostrano con chiarezza l’impressionante estensione del fronte del fuoco: una linea di fiamme ampia e irregolare che ha attraversato i territori di Nole, San Carlo e Vauda, alimentata da raffiche che hanno già toccato gli 80 chilometri orari. Una combinazione che ha reso l’intervento dei soccorritori particolarmente complesso.

Sul campo restano impegnati i vigili del fuoco, insieme ai volontari dell’Aib, alla polizia locale e ai carabinieri, che continuano a monitorare l’area e a intervenire sui punti più critici. La priorità resta la messa in sicurezza delle zone abitate e il contenimento definitivo dei focolai.

Non si spegne, intanto, il sospetto sull’origine dell’incendio. L’ipotesi più accreditata resta quella del dolo, con il rogo che sarebbe stato appiccato in un momento strategico, proprio quando il vento iniziava a intensificarsi. Un dettaglio che, unito alla segnalazione di due auto sospette, è ora al vaglio degli investigatori.

Il sindaco di Nole, Luca Bertino, aveva già parlato nelle prime ore di un incendio rapidamente sfuggito al controllo: inizialmente contenuto, ma diventato in pochi minuti ingestibile proprio a causa delle condizioni meteo.

Ora l’attenzione si sposta sulle prossime ore. Le previsioni indicano un’ulteriore intensificazione del foehn tra la mattinata e il pomeriggio, con raffiche che potrebbero nuovamente raggiungere gli 80 km/h in pianura e superare i 100 km/h sulle aree alpine vicine. Un elemento che impone la massima prudenza e un monitoraggio costante per almeno 24 ore.

La Vauda, area di grande valore ambientale, esce ancora una volta ferita da un incendio che riaccende il tema della vulnerabilità del territorio e della prevenzione. La presenza di vegetazione secca e le condizioni climatiche sempre più estreme rappresentano un fattore di rischio crescente, aggravato, in questo caso, dal possibile intervento umano.

La fase più critica sembra superata, ma l’emergenza non è ancora finita. Il territorio resta sotto osservazione, mentre si lavora per evitare nuove riprese delle fiamme e per chiarire le responsabilità di un incendio che, per modalità e tempistiche, appare tutt’altro che casuale.

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