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Cronaca

Inferno di fuoco nella riserva della Vauda: il rogo è visibile anche da Torino

Lo spaventoso incendio è scoppiato tra San Carlo Canavese e Front

L'incendo visto da Nole (foto di Valentino Borella)

L'incendo visto da Nole (foto di Valentino Borella)

Le fiamme corrono spinte dal vento, alte, irregolari, visibili a chilometri di distanza. Un fronte di fuoco impressionante, tanto da essere osservato chiaramente anche da Torino, a circa 20-25 chilometri in linea d’aria dalla Riserva naturale della Vauda. È qui, tra San Carlo Canavese e Front, che nel pomeriggio di oggi — mercoledì 25 marzo — si è sviluppato un incendio vasto e ancora fuori controllo.

La situazione resta critica. Il rogo, alimentato da raffiche di vento violentissime, continua a propagarsi tra la vegetazione secca tipica di questa stagione, trasformando l’area in una distesa infuocata difficile da contenere. Il fumo denso si è alzato in una colonna visibile in tutto il Ciriacese, mentre il crepitio delle fiamme accompagna il lavoro incessante dei soccorritori.

Sul posto operano senza sosta diverse squadre dei vigili del fuoco e degli Aib, la polizia locale di Nole e i carabinieri della compagnia di Venaria. Tutti impegnati in una corsa contro il tempo. Le condizioni sono complicate: il vento non solo alimenta il rogo, ma rende imprevedibile la direzione delle fiamme, creando nuovi focolai e mettendo a rischio le aree circostanti.

La priorità, in queste ore, è chiara: proteggere i cascinali isolati e le abitazioni sparse nella zona. Il fronte del fuoco, infatti, si muove rapidamente e non lascia margini di errore. Ogni raffica può cambiare lo scenario, spingendo le fiamme verso nuove aree e costringendo le squadre a continui riposizionamenti.

"Grazie a chi lavorerà tutta la notte per garantire la nostra sicurezza", ha scritto sui social il sindaco di Nole, Luca Bertino

L'incendio visto da Torino

La Riserva della Vauda, con la sua conformazione aperta e la presenza diffusa di erba secca, si conferma ancora una volta un territorio fragile. In queste condizioni, basta poco per trasformare un innesco in un incendio esteso. E proprio sull’origine del rogo restano ancora molti interrogativi. Le cause non sono state accertate, ma non si esclude la pista dolosa, un’ipotesi che ritorna ogni volta che il fuoco divampa in quest’area.

Intanto arrivano rinforzi dai distaccamenti vicini, nel tentativo di contenere un incendio che rischia di diventare ancora più complesso con il calare del buio. Le operazioni, infatti, potrebbero farsi ancora più difficili nelle prossime ore, quando la visibilità diminuirà e il vento continuerà a soffiare senza tregua.

Da Torino, intanto, lo spettacolo è inquietante: una linea di fuoco all’orizzonte, una luce arancione che rompe il profilo della pianura e ricorda quanto il rogo sia vasto e potente. Un incendio che non è solo un’emergenza ambientale, ma anche una prova durissima per chi, sul campo, sta cercando di fermarlo. La notte sarà decisiva.

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