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25 Marzo 2026 - 17:06
Endometriosi, una donna su dieci colpita: il Mauriziano apre le porte a Torino
L’endometriosi colpisce una donna su dieci, ma resta ancora oggi una malattia spesso invisibile, sottovalutata e diagnosticata con anni di ritardo. È da qui che parte l’iniziativa dell’Ospedale Mauriziano di Torino, che sabato 28 marzo apre le porte ai cittadini con un open day gratuito dedicato all’informazione e alla prevenzione.
Dalle 14 alle 16, nella palestra del reparto 5A al piano terra, gli specialisti dell’Ambulatorio multidisciplinare Endometriosi incontreranno pazienti e pubblico per affrontare uno dei nodi principali della patologia: riconoscerla in tempo. Non solo un momento divulgativo, ma un’occasione concreta di confronto diretto con medici ed esperti, per capire sintomi, percorsi di cura e impatto sulla vita quotidiana.
L’endometriosi, infatti, è una patologia cronica, sistemica e recidivante, ancora oggi segnata da un dato che pesa: un ritardo diagnostico medio di 8-9 anni nei Paesi occidentali. Un tempo lungo, spesso attraversato da dolore, incomprensioni e diagnosi mancate.
A sottolinearlo è la direttrice generale del Mauriziano, Franca Dall’Occo, che richiama con chiarezza il cambio di prospettiva necessario: «L’endometriosi non è solo una malattia ginecologica: è una patologia cronica complessa che richiede un approccio organizzato e multidisciplinare». E aggiunge un messaggio che va dritto al punto: «Il dolore mestruale invalidante non è normale e deve essere indagato».
Proprio su questo si concentra il lavoro del centro torinese, diventato negli anni un riferimento per la presa in carico delle pazienti. Un modello che integra diagnostica ecografica di secondo livello, terapie personalizzate e un accompagnamento nel tempo, perché l’endometriosi non si esaurisce nella cura clinica, ma incide profondamente sulla qualità della vita.
La professoressa Annamaria Ferrero, direttrice della Struttura di Ostetricia e Ginecologia universitaria, spiega come l’obiettivo sia costruire un percorso completo: «Abbiamo sviluppato un percorso assistenziale che accompagna la paziente dalla diagnosi al trattamento e al monitoraggio nel tempo». Un’attenzione particolare è rivolta anche ai temi della fertilità e della gestione delle forme più complesse.
Al centro resta però la diagnosi precoce. È qui che si gioca la partita più importante, come evidenzia Luca Mariani, coordinatore dell’ambulatorio: «Uno dei principali problemi dell’endometriosi resta il ritardo diagnostico. Il nostro obiettivo è intercettare precocemente i segnali della malattia». Un lavoro che non si limita all’aspetto clinico, ma che tiene conto anche delle conseguenze sulla vita quotidiana, sulle relazioni e sui progetti di maternità.
Per i casi più complessi, il Mauriziano ha attivato una collaborazione con il centro di Negrar di Verona, guidato dal professor Marcello Ceccaroni, punto di riferimento a livello nazionale ed europeo per la chirurgia dell’endometriosi avanzata. Un segnale di come la rete tra strutture sia fondamentale per affrontare una patologia così articolata.
L’open day del 28 marzo si inserisce proprio in questa direzione: fare informazione, abbattere i tabù, dare strumenti concreti. Accanto all’incontro in presenza, sarà pubblicato anche un video informativo sui canali social dell’ospedale, per ampliare la diffusione dei contenuti.
Perché il punto, alla fine, è uno solo: trasformare la consapevolezza in diagnosi tempestiva. E la diagnosi, in qualità della vita.

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