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25 Marzo 2026 - 05:00
Gronda Est, la minoranza a Gassino torna all’attacco: “Corrado assente nel momento decisivo”
Il progetto riparte, e la miccia del dibattito si riaccende. A Gassino Torinese torna a far discutere il progetto della Gronda Est. Sul tema è ritornato il consigliere comunale Maurizio Gazzara, all'opposizione con la lista Gassino Insieme, che interviene con parole nette sulla posizione del sindaco Cristian Corrado e riporta al centro uno dei nodi più divisivi della collina torinese.
Al centro della sua presa di posizione c’è innanzitutto un’assenza. «Colpisce, e non poco, l’atteggiamento del sindaco Corrado», afferma Gazzara. «A parole rivendica il dovere di partecipare ai tavoli istituzionali; nei fatti risulta assente all’importantissimo incontro della settimana scorsa in Regione, senza neppure la premura di inviare un delegato».
Il riferimento è alla riunione in cui si sarebbe entrati in una fase avanzata del progetto, con un tracciato ormai «pressoché definitivo». Ed è proprio questo elemento, secondo il consigliere, a rendere più grave la mancata presenza. «È grave che, in quella sede, il sindaco sia risultato assente tra i rappresentanti dei Comuni della zona», insiste. «Un’assenza difficilmente giustificabile, soprattutto considerando l’importanza strategica del momento decisionale».
Lo scontro si inserisce in un dibattito che va avanti da decenni. La Gronda Est è infatti uno dei progetti più discussi della viabilità collinare: un’infrastruttura mai realizzata, più volte ripensata, che oggi torna sul tavolo con l’ipotesi della variante A/A’, orientata al potenziamento della rete esistente.
Ma mentre il confronto tra enti si riattiva, Gazzara mette in discussione la linea dell’amministrazione gassinese. «Viene spontaneo chiedersi quale sia il reale interesse dell’Amministrazione per un’opera attesa da decenni», afferma. E porta il discorso sul piano concreto: «Oggi i mezzi pesanti diretti verso Chieri attraversano Gassino scaricando su cittadini e ambiente un peso che non è più sostenibile».

Maurizio Gazzara
L’affondo più politico arriva però su un altro punto. Gazzara richiama quanto emerso in un precedente incontro in Città metropolitana: «Pare che il sindaco avesse proposto con forza la realizzazione di uno snodo della Gronda Est sulla strada di Bussolino». Una scelta che, osserva, «rappresenterebbe un intervento ad alto impatto ambientale, ben lontano dalla tanto dichiarata volontà di tutela del territorio».
Da qui la domanda, formulata in modo diretto: «È questa la coerenza amministrativa? Oppure si difende l’ambiente solo quando è politicamente conveniente?».
Il tema della coerenza s'intreccia con quello, più ampio, delle posizioni dei Comuni coinvolti. Se Castiglione Torinese ha espresso un orientamento favorevole all’opera e San Raffaele Cimena ha mantenuto una linea prudente ma dialogante, Gassino resta su una posizione più cauta, con il sindaco Corrado che ha più volte sottolineato i rischi ambientali e i dubbi sull’efficacia dell’infrastruttura.
È proprio questa cautela che Gazzara contesta, parlando di una fase in cui non sarebbe più possibile restare nel mezzo. «Nel frattempo, il territorio collinare continua a essere trascurato nelle sue reali esigenze», afferma.
Nel suo intervento emerge anche una critica ai movimenti contrari alle grandi opere. «C’è chi si prepara a opporsi a prescindere», osserva, mettendo in guardia dal rischio di bloccare ancora una volta ogni tentativo di intervento senza proporre alternative concrete.
E infine, la domanda più politica: «Queste assenze e queste ambiguità sono frutto di una scelta amministrativa autonoma oppure riflettono una certa vicinanza alle posizioni dei movimenti No Tav, No Tang e del Movimento 5 Stelle?».
Il consigliere chiude con un appello netto: «Questo territorio non può più permettersi ambiguità, assenze o posizioni di comodo». E indica la direzione: «Servono presenza, responsabilità e una linea chiara».
Dopo anni di studi e rinvii, la Gronda Est torna così al centro del confronto. E a Gassino, più che il tracciato, a far discutere è ormai la politica partitica.

Cristian Corrado
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