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25 Marzo 2026 - 05:00
Gianluca Cotza, primo premio con “La vita che vorrei”
C’è un ritorno alle origini, prima ancora del risultato. E poi c’è il risultato. Sabato 14 marzo 2026 Gianluca Cotza ha ottenuto il primo premio al concorso letterario “Le parole per continuare”, tenutosi a San Giovanni Suergiu, nel Sulcis, paese di origine dei suoi genitori. Al centro del riconoscimento c’è il racconto “La vita che vorrei”.
“Confesso: sinceramente ho scelto di parteciparvi perché quello è il paese di origine dei miei genitori, e più che al lato…”poetico” ho pensato che poteva essere un buon pretesto per tornarci e rivedere i posti e le persone a cui sono molto affezionato, non pensavo assolutamente di vincerlo", Cotza chiarisce il senso della sua partecipazione.
Il concorso, alla sua seconda edizione, prevedeva un breve incipit uguale per tutti, da cui ciascun partecipante era chiamato a sviluppare liberamente il proprio racconto. Due le sezioni previste: adulti e giovani under 18. La premiazione si è svolta nell’aula consiliare, alla presenza di varie autorità locali. Per il primo classificato, oltre alla pergamena, anche un assegno di 250 euro.
Cotza aveva già preso parte alla precedente edizione, senza ottenere riconoscimenti. Questa volta la storia ha convinto la giuria, che ha motivato così il primo premio:
«"La vita che vorrei" è in sintesi un testo ben costruito, chiaro nelle intenzioni e tecnicamente valido. Si tratta di una lettura gradevole, adatta a un pubblico ampio, in particolare giovane, foriere di un messaggio potente e condivisibile, l’importanza di coltivare i propri talenti, i propri sogni e la determinazione e l’impegno per poi trasformarli in realtà. Perché il talento da solo non basta. A ciò si aggiunge poi il valore della famiglia, che svolge un ruolo fondamentale di sostegno per il raggiungimento degli obiettivi».
Il racconto segue Sara, una ragazza di tredici anni alla vigilia del suo primo volo. Attraverso un flashback, si ricostruisce la nascita della sua passione per la scrittura, coltivata fin da piccola e sostenuta dalla madre Clara e dai nonni, entrambi insegnanti di lettere. A sei anni scrive poesie e brevi racconti, a dieci anni nasce “La vita che vorrei”. Il testo viene presentato a un concorso e ottiene il primo premio. Da quel momento prende forma un percorso che porta alla pubblicazione, alla rielaborazione in romanzo e al successo editoriale, fino ad attirare l’interesse della Universal Studios, che ne realizza una versione cinematografica. A tredici anni Sara parte così per gli Stati Uniti per la prima del film, come ospite. La storia si chiude con la partenza e con la consapevolezza della protagonista di vivere esattamente la vita che aveva immaginato.
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Da sinistra Marco Zusa, vicesindaco di San Giovanni Suergiu e Gianluca Cotza.
Il riconoscimento arriva in un periodo particolarmente intenso. “Il mese scorso sono stato premiato con una segnalazione di merito per una poesia”, racconta Cotza. Il riferimento è al 15 febbraio, quando a Torino, alla XXXIII edizione del “Premio Letteratura d’amore”, ha ottenuto una segnalazione di merito per la poesia “Arcobaleno”, presentata insieme a un altro componimento dedicato alla sua cagnetta, nell’ambito di un tema sull’amore in senso ampio.
Sempre a Torino, qualche mese prima, aveva ricevuto un’altra segnalazione di merito alla XXXIII edizione del “Premio per la pace e la giustizia sociale” con la poesia-filastrocca “L’altalena di Fatima”, che racconta la tragedia di una bambina palestinese. “I temi sociali ricorrono spesso nelle mie composizioni”. A questi si aggiunge un riconoscimento a cui tiene particolarmente: “A maggio scorso, invece, segnalazione di merito per la poesia ‘Storia di Anna’, cioè la storia di mia mamma attraverso i decenni, dal 1950 al…2050!”.
I suoi lavori si muovono tra registri diversi. “L’altalena di Fatima” racconta una vicenda legata alla guerra e all’infanzia interrotta, mentre “Arcobaleno” si sviluppa su un piano più intimo, con un invito a liberarsi da ciò che non appartiene e a ritrovare serenità.
Gianluca Cotza, 58 anni, è di origine sarda, ma nato e cresciuto in Piemonte. Ex gassinese, da tre anni vive a Cinzano ed è tecnico elettronico di professione. È marito della scrittrice Eleonora Galluzzo.
Il suo percorso artistico è composito. Nasce come poeta e cantautore, con un cd all’attivo, “Quintomoro” del 2009, quasi interamente in lingua sarda. “Quintomoro” è anche il suo nome d’arte e un brand registrato da oltre trent’anni, a testimonianza di un legame costante con la sua terra di origine. Nel tempo ha scritto canzoni per altri interpreti, è stato autore e conduttore del programma televisivo sull’emigrazione sarda nel mondo “Emigrati – quando loro eravamo noi”, ha lavorato come speaker radiofonico, presentatore e, in passato, anche come cronista per alcuni giornali locali e riviste specializzate.
Parallelamente ha sviluppato un’attività come autore di satira, con battute pubblicate su Lercio, su quotidiani tradizionali – in particolare “La Sicilia” – e con passaggi televisivi a Striscia la notizia.
Tra i lavori più premiati figura la poesia “Il tempo che mi resta”, con la quale dal 2018 ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il primo premio al Wilde European Award, il secondo al Premio Quasimodo e la finale al Premio CET di Mogol, con premiazione diretta. Il testo è stato trasformato in canzone, anche in lingua spagnola, e in un videoclip interamente girato a Gassino Torinese.
Negli ultimi tempi si è aperta anche una nuova fase legata alla comicità dal vivo. “Ultimamente faccio anche il comico in modo attivo”, continua Cotza. Da circa un anno, infatti, fa parte del LaboraTorino del teatro Q77 di Torino, una kermesse in cui, ogni due settimane, si alternano sul palco comici professionisti – tra cui Massimo Wuoz, i Senso d’Oppio, Claudio Sterpone, Massimo Pica, Max De Rosa – e comici emergenti. “Il LaboraTorino è una sorta di banco di prova in cui i comici provano i pezzi nuovi per tastarne l’effetto sul pubblico prima di portarli in tv o su altri palchi.”
All’interno di questo percorso ha creato due personaggi principali, il messicano Claro e il Sommo poetesso, definito “poeta malato di sesso”.
Il prossimo appuntamento è già fissato: “Il 15 aprile parteciperò alle semifinali dell’Open mic di Zelig On”, sempre al Q77 di Torino. I primi cinque classificati delle due semifinali accederanno alla finale del 13 maggio. Il vincitore avrà la possibilità di esibirsi allo Zelig di Milano e, eventualmente, partecipare alla trasmissione su Italia Uno. Nello stesso periodo è previsto anche un ritorno in Sardegna: “Sempre in aprile tornerò in Sardegna per registrare alcuni sketch per la principale tv sarda”, Videolina, insieme all’attore comico Gabriele Cossu.
Tra Piemonte e Sardegna, dunque, il percorso di Gianluca Cotza continua a svilupparsi su più livelli, con il primo premio al concorso “Le parole per continuare” come passaggio recente e nuovi appuntamenti già all’orizzonte.

Sul palco Claro con Massimo Wuoz.

Sul palco il sommo Poetesso con Gianpiero Perone.
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