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Economia
24 Marzo 2026 - 15:25
Da sinistra, Cazzullo, Cornaglia e Stra
“Crescere significa continuare a prendersi cura del territorio.” È da qui che parte il racconto di Tino Cornaglia, presidente di Banca d’Alba, sintetizzando, nel corso di una conferenza stampa, il senso di un bilancio 2025 che conferma la traiettoria espansiva dell’istituto ma, soprattutto, ne ribadisce l’identità: una banca che resta profondamente radicata nelle comunità in cui opera.
I numeri danno sostanza a questa impostazione. I volumi complessivi della clientela raggiungono i 12,9 miliardi di euro, in crescita del 5% rispetto al 2024. La raccolta complessiva supera i 9,7 miliardi, mentre gli impieghi si attestano a 3,2 miliardi. Il patrimonio sale a 593 milioni e l’utile netto si ferma a 74,5 milioni. Indicatori che raccontano una banca solida, ma che – nelle parole dei vertici – non rappresentano un obiettivo in sé, quanto uno strumento per alimentare il sostegno all’economia reale.
È proprio questo il filo conduttore dell’esercizio. Nel 2025 Banca d’Alba ha erogato oltre 350 milioni di euro di credito alle imprese, in crescita del 20%, e 120 milioni di mutui alle famiglie, in aumento del 22%. Le condizioni applicate restano uno degli elementi distintivi: i tassi medi risultano inferiori del 15% rispetto a quelli di mercato, mentre la raccolta viene remunerata con condizioni più favorevoli, fino al 18% in più rispetto al sistema bancario.
Un sostegno che passa anche attraverso strumenti di flessibilità. Nel triennio 2023-2025 la banca ha rinegoziato 3.500 mutui, per un valore complessivo di 600 milioni di euro, intervenendo in una fase in cui l’aumento dei tassi ha inciso in modo significativo sulla capacità di spesa delle famiglie.
A sottolineare questa impostazione è Enzo Cazzullo, direttore generale: “L’utile non è un fine, ma uno strumento che consente di alimentare il sostegno al territorio”, evidenziando come la crescita dei volumi e della clientela – anch’essa pari al 5% – si accompagni a un rafforzamento della presenza nell’economia reale.
Parallelamente cresce la base sociale. I soci sfiorano quota 66 mila, con un dato che segnala un cambiamento in atto: quasi il 50% dei nuovi ingressi riguarda giovani sotto i 30 anni. I clienti raggiungono i 180 mila, confermando un rapporto fiduciario che resta centrale nel modello della banca.

Sul piano della qualità del credito e della solidità patrimoniale, gli indicatori si muovono in direzione positiva. Il rapporto tra crediti deteriorati e totale degli impieghi scende al 2,5%, dal 3,1% dell’anno precedente. Il CET1 ratio si attesta al 26%, con un differenziale di 9 punti percentuali rispetto alla media del sistema bancario. Un livello che rafforza la capacità dell’istituto di affrontare le incertezze del contesto macroeconomico.
La crescita passa anche dal territorio. Con l’apertura della 75ª filiale a Novara, Banca d’Alba estende la propria presenza a 498 comuni, distribuiti in 9 province e 2 regioni. Entro fine anno è prevista una nuova apertura a Vercelli. Parallelamente aumenta anche l’organico, che raggiunge 569 dipendenti, segno di un investimento continuo nella rete e nella qualità del servizio.
Una scelta che riflette un modello preciso, come sottolinea Pierpaolo Stra, presidente del comitato esecutivo: “Una relazione che integra innovazione e strumenti digitali senza perdere il valore del rapporto umano”. In un settore sempre più orientato alla digitalizzazione, la banca continua quindi a puntare sulla prossimità.
Accanto ai risultati economici, resta centrale la dimensione mutualistica. Nel corso del 2025 sono stati realizzati oltre 100 interventi di sponsorizzazione per circa 590 mila euro e 250 interventi di beneficenza per 1,2 milioni, a sostegno di iniziative sociali, culturali e associative. Sul piano culturale, la Fondazione ha registrato oltre 15 mila visitatori per la mostra dedicata alla Pietà di Michelangelo ospitata ad Alba, in collaborazione con la Fabbrica di San Pietro.
Il prossimo passaggio sarà l’Assemblea dei Soci, convocata per il 19 aprile, momento chiave della vita cooperativa. È lì che si misurerà, ancora una volta, il legame tra risultati economici e partecipazione.
Nel complesso emerge il profilo di una banca che cresce mantenendo una doppia traiettoria: solidità finanziaria e radicamento territoriale. Un equilibrio che, nelle parole di Cornaglia, resta il vero indicatore di successo: non solo performance, ma capacità di restituire valore alla comunità.
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