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Infarto raro nella notte: salvata una donna grazie alla rete ospedaliera del Torinese

Intervento decisivo tra Pinerolo e Rivoli: “Tempestività e competenza hanno fatto la differenza”

Infarto raro nella notte: salvata una donna grazie alla rete ospedaliera del Torinese

Infarto raro nella notte: salvata una donna grazie alla rete ospedaliera del Torinese (foto archivio)

Un dolore improvviso al petto, nel cuore della notte. Poi la corsa in ospedale, il trasferimento d’urgenza e un intervento delicato. È una storia che poteva avere un esito drammatico, ma che invece si è conclusa con un salvataggio riuscito grazie alla macchina sanitaria del territorio. Una donna di circa 50 anni, residente nel Pinerolese, è stata salvata dopo essere stata colpita da un infarto raro, una patologia complessa che richiede diagnosi rapide e competenze altamente specialistiche.

Tutto è iniziato intorno alle due di notte, quando la donna ha avvertito un forte dolore toracico. Trasportata d’urgenza all’ospedale di Pinerolo, gli esami hanno subito evidenziato un infarto miocardico acuto anteriore, una delle forme più gravi. Ma il quadro clinico si è rivelato ancora più delicato.

Dopo una prima stabilizzazione, è stato disposto il trasferimento immediato all’ospedale di Rivoli, dove è entrata in azione l’équipe di emodinamica. Qui la diagnosi definitiva: dissezione coronarica spontanea, una patologia rara che può interrompere improvvisamente il flusso di sangue al cuore, mettendo a rischio la vita del paziente.

A quel punto si è reso necessario un intervento urgente. La donna è stata sottoposta a coronarografia e quindi a un’angioplastica, eseguita dall’équipe interaziendale che coinvolge gli specialisti degli ospedali di Rivoli e del San Luigi. L’operazione è riuscita e ha permesso di ristabilire la corretta circolazione sanguigna.

Il decorso è stato positivo: la paziente è stata dimessa senza complicazioni e seguirà ora un percorso di monitoraggio e controlli.

A sottolineare il valore dell’intervento è il direttore generale dell’Asl To3, Giovanni La Valle, che evidenzia come il risultato sia frutto di un sistema ben rodato: «Il rapido riconoscimento dell’infarto, il trasferimento tempestivo tra gli ospedali e l’elevata competenza dell’équipe di emodinamica hanno permesso di trattare con successo una patologia rara e complessa».

Un caso che mette in luce l’importanza della rete ospedaliera integrata, capace di intervenire in tempi rapidi anche nelle situazioni più critiche. Il Centro unico di emodinamica Asl To3 – Aou San Luigi, diretto da Ferdinando Varbella in collaborazione con Alessandra Chinaglia, rappresenta infatti un punto di riferimento per un bacino di circa 600mila abitanti e ha effettuato circa 50mila procedure negli ultimi dieci anni.

Dietro numeri e protocolli, resta però una storia concreta: quella di una vita salvata grazie alla velocità, al coordinamento e alla professionalità di chi, anche nel cuore della notte, è pronto a intervenire.

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