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Venaria, quando il teatro fa riflettere: giovani davanti alla verità della mafia

Al Teatro Concordia la storia di Denise Cosco e della madre diventa esempio per le scuole

Venaria, quando il teatro fa riflettere: giovani davanti alla verità della mafia

Una platea gremita di studenti, il silenzio attento di chi ascolta qualcosa che lascia il segno e un racconto capace di trasformarsi in esperienza collettiva.

È quanto accaduto lunedì 23 marzo al Teatro Concordia di Venaria Reale dove è andato in scena “Le ribelli – Lea e Denise”, spettacolo inserito nel calendario di iniziative legate alla Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

L’appuntamento, promosso dalla Presidenza del Consiglio comunale e dalla Fondazione Via Maestra, ha coinvolto centinaia di ragazzi delle scuole cittadine, chiamati a confrontarsi con una delle pagine più dure e significative della lotta alla criminalità organizzata.

Al centro della rappresentazione le vicende di Lea Garofalo e della figlia Denise Cosco. Una storia familiare che si intreccia con quella della ’ndrangheta e che racconta, senza sconti, il prezzo della scelta di libertà.

Garofalo, cresciuta in un contesto mafioso e moglie di un affiliato, decise di collaborare con la giustizia per proteggere la figlia, pagando quella decisione con la vita. Denise, ancora giovanissima, ha poi trovato la forza di denunciare il padre e altri familiari, contribuendo in modo decisivo a far emergere la verità sull’omicidio della madre.

Il sindaco Fabio Giulivi durante l'incontro con le scuole 

Sul palco, il racconto teatrale ha restituito tutta la complessità e il dolore di queste vicende, ma anche il loro valore civile.

L’iniziativa si inserisce in un percorso educativo più ampio che vede le scuole come presidio fondamentale nella costruzione della legalità. In platea, insegnanti e studenti hanno seguito con attenzione, partecipando a un’esperienza che ha posto interrogativi concreti: il senso della giustizia, il coraggio delle scelte, la responsabilità individuale di fronte al bene e al male.

Il teatro, ancora una volta, si è confermato uno strumento potente per avvicinare le nuove generazioni a temi complessi, rendendoli accessibili senza banalizzarli. 

“Le scuole sono il luogo dove tutto questo diventa consapevolezza - ha commentato il sindaco Fabio Giulivi - .Dove si impara a riconoscere il bene dal male. Dove nasce il coraggio di scegliere da che parte stare. Oggi quei ragazzi hanno scelto di ascoltare, di capire, di non restare indifferenti. Ed è da qui che passa il futuro di una comunità.”

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