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23 Marzo 2026 - 09:35
A 101 anni alle urne in Canavese: la lezione di democrazia della professoressa Deandrea Massara
C’è chi considera il voto un diritto scontato, quasi automatico, e chi invece continua a viverlo come un dovere profondo, da rispettare fino in fondo. A Barone Canavese, nella giornata elettorale di domenica 22 marzo, a ricordarlo a tutti è stata la professoressa Maria Deandrea Massara, classe 1924, che a pochi mesi dal traguardo dei 102 anni si è recata regolarmente alle urne.
Un gesto semplice solo in apparenza, ma che assume un significato ben più ampio se si considera l’età della donna e le difficoltà fisiche che inevitabilmente accompagnano una persona ultracentenaria. Andare a votare, in queste condizioni, non è un’abitudine, ma una scelta consapevole, che richiede determinazione, lucidità e una forte convinzione civica.
A sottolinearlo è stato anche il sindaco di Barone Canavese, Alessio Bertinato, che ha voluto condividere pubblicamente l’episodio, definendolo “un esempio straordinario di senso civico e partecipazione”. Parole che riflettono il sentimento di un’intera comunità, orgogliosa di una figura che rappresenta, in modo concreto, il legame tra passato e presente.
La storia della professoressa Deandrea Massara attraversa oltre un secolo di cambiamenti, trasformazioni sociali, politiche ed economiche. Nata nel 1924, ha vissuto gli anni della guerra, la ricostruzione, il boom economico e le profonde evoluzioni della società italiana. In tutto questo tempo, il diritto di voto ha assunto un valore sempre più centrale, diventando uno degli strumenti fondamentali della democrazia.

Non è un dettaglio secondario ricordare che le donne italiane hanno ottenuto il diritto di voto solo nel 1946. Questo significa che la professoressa Deandrea Massara appartiene a quella generazione che ha vissuto direttamente la conquista di questo diritto, partecipando alle prime consultazioni elettorali della Repubblica. Un’esperienza che, per molti, ha segnato profondamente il rapporto con la politica e con la partecipazione civica.
Il suo gesto, oggi, assume quindi anche un valore simbolico. Non è soltanto la testimonianza di una presenza alle urne, ma il segno di una continuità che attraversa generazioni diverse. In un’epoca in cui l’astensionismo rappresenta una delle principali criticità del sistema democratico, storie come questa riportano al centro il significato autentico del voto.
Secondo i dati più recenti, infatti, la partecipazione elettorale in Italia è in costante calo. Sempre più cittadini scelgono di non votare, per disinteresse, sfiducia o distanza dalle istituzioni. In questo contesto, l’immagine di una donna di oltre cent’anni che si reca al seggio acquista un peso ancora maggiore.
Non si tratta di retorica, ma di un richiamo concreto al valore della partecipazione. Votare significa esprimere una scelta, contribuire al futuro della propria comunità, esercitare un diritto che è anche una responsabilità. Ed è proprio questo il messaggio che arriva da Barone Canavese.
Dal punto di vista umano, poi, il gesto della professoressa racconta anche un’altra dimensione: quella della volontà. Superare le difficoltà fisiche, organizzarsi per raggiungere il seggio, affrontare una giornata impegnativa sono passaggi che richiedono energia e determinazione. Elementi tutt’altro che scontati a un’età così avanzata.
Per questo motivo la sua presenza alle urne non è passata inosservata. Anzi, è diventata motivo di orgoglio collettivo, un esempio positivo capace di unire generazioni diverse attorno a un valore comune. In un piccolo Comune come Barone Canavese, episodi come questo rafforzano il senso di comunità e l’identità locale.
Non è la prima volta che storie simili emergono durante le elezioni, ma ogni volta riescono a colpire per la loro forza simbolica. Perché raccontano di un’Italia che, nonostante tutto, continua a credere nella partecipazione e nei valori democratici. E mentre il dibattito pubblico si concentra spesso su numeri, percentuali e risultati elettorali, episodi come quello della professoressa Deandrea Massara riportano l’attenzione sulle persone. Su chi, anche a 101 anni, sceglie di esserci.
Un gesto silenzioso, ma potente. Che vale più di tante parole.
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