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22 Marzo 2026 - 21:01
Cirio, presidente della Regione Piemonte, è andato a votare con il figlio
Fra pronostici e scongiuri, è il boom dell'affluenza a dare una prima indicazione sul referendum: alle 19, il dato era al 38,9%, quasi 10 punti in più rispetto al 29,7% del 2020 per la consultazione sul taglio dei parlamentari che, come quella in corso, era spalmata su domenica e lunedì e di carattere costituzionale, quindi senza quorum. Ma gli archivi dicono di più: stavolta, la percentuale dei votanti ha superato quella di ogni altro referendum del terzo millennio con urne aperte due giorni.
Nei comitati e nelle stanze dei partiti hanno cominciato a fare i conti. Per esempio: finché sono stati disponibili, con alta affluenza i sondaggi indicavano un tendenziale vantaggio dei "Sì". Sul podio delle regioni con più partecipazione alle urne, però, ci sono l'Emilia Romagna (46,3%) e la Toscana (44,7%), storicamente "rosse" e quindi associate al "No". In mezzo a loro, la Lombardia (45%), guidata dal centrodestra.
Il senatore Claudio Borghi della Lega ha avvertito: "Non farsi fuorviare dai sondaggi che girano. Sono fatti con metodi che nemmeno il pendolino di Mosca... quindi non crediate che sia fatta". Per i sondaggisti di Youtrend la situazione è "imprevedibile".
Una considerazione è però condivisa: con un'affluenza così alta, non si potranno sminuire le conseguenze politiche del voto. Da una parte, una bocciatura o un rafforzamento del governo. Dall'altra, un faro verso le prossime politiche oppure un macigno sulla strada del campo largo.
La giornata di attesa è stata scandita dalle foto sui social dei politici alle urne e da qualche polemica nei seggi elettorali. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato all'una a Palermo. Hanno già fatto il loro dovere di elettori anche i leader di partito: il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini a Roma in serata, di ritorno dal funerale di Umberto Bossi a Pontida. L'altro vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha votato a Fiuggi nel pomeriggio, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni voterà poche ore prima della chiusura dei seggi. La segretaria del Pd Elly Schlein e il presidente del M5s Giuseppe Conte si sono presentati al seggio in mattinata a Roma.

In qualche post, i politici hanno lambito il confine del silenzio elettorale. Lo ha fatto il presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha pubblicato una sua foto al seggio con scritto: "Sì, ho votato". Idem il responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli: "Avete votato? Io sì". Marina Berlusconi ha votato a Milano, nel primo pomeriggio: "È un'occasione che non possiamo farci sfuggire - ha detto - la dedica è agli italiani, sperando che prevalga il Sì per un'Italia civile democratica e moderna".
Qualche immancabile polemica qua e là. A Garlasco, in provincia di Pavia, "la notte prima del silenzio elettorale - hanno denunciato Pd, M5s, Avs e i comitati per il No - sono stati strappati tutti i manifesti del No. Un vergognoso episodio". Mentre il segretario campano di Forza Italia, Fulvio Martusciello, ha annunciato un esposto perché a Napoli sarebbero stati usati "pulmini del Comune per i disabili per portare la gente a votare No al referendum", come dimostrerebbe "un video in cui l'assessore alle Politiche sociali della Terza Municipalità, Teresa Esposito, racconta di stare utilizzando quei mezzi per accompagnare cittadini al voto".
Il M5s ha invece parlato di "propaganda illegale nei seggi umbri, dove i rappresentanti di lista di FdI espongono distintivi con chiara indicazione di voto per il Sì". Mentre il senatore di Iv, Ivan Scalfarotto, ha annotato un segno di progresso: "Nei seggi abbiamo visto per la prima volta gli elettori non più divisi tra maschi e femmine ma secondo l'ordine alfabetico. Può sembrare una piccola novità, è un grande gesto di civiltà".
L'elettrice probabilmente più anziana è di Cascina, nel Pisano: la signora Valli Morganti, di 104 anni.
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