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Cronaca

Propaganda illegale ai seggi: fermato consigliere comunale di Chivasso

Chivasso, via Marconi: consigliere in carica sorpreso a fare propaganda davanti ai seggi. Interviene la Guardia di Finanza

Propaganda illegale ai seggi: fermato consigliere comunale di Chivasso

Propaganda illegale ai seggi: fermato consigliere comunale di Chivasso

C’è sempre qualcuno che, davanti a un divieto chiarissimo, sente il bisogno di verificarlo di persona. A Chivasso, in via Marconi, è successo anche stavolta: seggi aperti, urne pronte, e fuori un consigliere comunale in carica che non ha resistito alla tentazione di fare un ultimo giro di propaganda. Proprio lì, dove non si può.

Non è una sfumatura, non è materia da interpretazione creativa. Il “silenzio elettorale” è una di quelle regole che persino chi non vota conosce: niente campagna, niente inviti, niente suggerimenti più o meno espliciti. E soprattutto niente comizi improvvisati a due passi dalle cabine.

E invece, secondo quanto ricostruito, il consigliere se ne stava nei pressi dell’ingresso delle sezioni, a fare quello che nei giorni precedenti era lecito fare e che da quel momento in poi non lo era più. Una scena che non è sfuggita alla Guardia di Finanza, presente per garantire la regolarità delle operazioni. I militari sono intervenuti e hanno messo fine a quella che, più che una trovata geniale, è sembrata una leggerezza.

Non è chiaro se si sia trattato di eccesso di zelo, distrazione o della convinzione – piuttosto diffusa – che le regole valgano sempre un po’ meno per chi le conosce bene. Fatto sta che la legge parla chiaro: niente propaganda nel giorno del voto e niente propaganda entro 200 metri dai seggi. Non “quasi niente”, non “dipende”, proprio niente.

Resta l’immagine, che dice più di tante analisi: da una parte i cittadini in fila per votare, dall’altra un rappresentante delle istituzioni che, almeno per qualche minuto, quelle stesse regole ha deciso di piegarle. Non è uno scandalo epocale, ma è il classico episodio che racconta molto, anche senza bisogno di alzare la voce. Perché a volte il problema non è violare una norma: è pensare che non sia poi così importante rispettarla.

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