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22 Marzo 2026 - 11:56
Rattoppi e buche, parte l'accusa: “Ripristini stradali fuori controllo a Chivasso”
A Chivasso i lavori si fanno, ma i ripristini molto meno. È su questo scarto – tra lavori annunciati e risultati reali – che si inserisce l’interrogazione del consigliere Bruno Prestìa (Per Chivasso), che porta in Consiglio comunale un tema che da anni rimbalza tra segnalazioni dei cittadini, post sui social e interventi mai davvero risolutivi: la qualità dei ripristini stradali dopo i lavori.
Nel mirino ci sono gli interventi eseguiti da SMAT, la società che gestisce reti idriche e fognarie. Scavi necessari. Ma ripristini, secondo l’interrogazione, tutt’altro che a regola d’arte.
Prestìa parte da un punto chiaro:
“dopo ogni scavo è obbligatorio il ripristino a regola d’arte del manto stradale […] assenza di avvallamenti e discontinuità”
La teoria. Poi c’è la pratica.
“Negli ultimi anni, si sono registrati numerosi episodi di ripristini malfatti […] come ripetutamente segnalato da cittadini attraverso foto, commenti e post sui social”, interroga Prestìa.
Le immagini allegate all’interrogazione (pagine 3, 4 e 5) mostrano esattamente questo: asfalto grezzo gettato sopra pavimentazioni esistenti, rattoppi irregolari, dislivelli evidenti tra vecchio e nuovo manto. Tracce di pneumatici impresse nell’asfalto ancora fresco, segno di lavori chiusi in fretta. Più che ripristini, toppe.
E non è solo una questione estetica. È sicurezza: “mancato raccordo […] creando salti e buche pericolose per pedoni, ciclisti e veicoli, anziani e disabili”
Il problema, però, non si ferma al lavoro eseguito. Va oltre. Chi controlla?
È qui che l’interrogazione si fa politica. Perché Prestìa mette nel mirino direttamente il ruolo del Comune e dell’assessore ai Lavori Pubblici e al Decoro Urbano, Fabrizio Debernardi, molto presente sui social nel raccontare cantieri e interventi.
La domanda è semplice: i controlli esistono davvero o restano sulla carta?
“Il Comune di Chivasso effettua controlli preventivi, in corso d’opera e finali […] oppure si limita ad autorizzare l’occupazione senza verificare la qualità del risultato?”
E ancora: “Quanti interventi […] hanno ricevuto un sopralluogo di verifica?”
Non solo. L’interrogazione entra nel merito delle responsabilità amministrative: uffici competenti, documenti richiesti, collaudi, penali. Perché le norme ci sono. Anche le sanzioni.
“la convenzione […] prevede penali contrattuali […] nonché sanzioni amministrative per mancata conformità del ripristino”
Ma vengono applicate? Prestìa chiede numeri: “Quante sanzioni […] sono state applicate a SMAT negli ultimi 36 mesi per ripristini malfatti?”
E chiede soprattutto cosa si intenda fare adesso: “Introduzione dell’obbligo di collaudo finale […] applicazione automatica delle penali […] piano straordinario di rifacimento di tutti i tratti malfatti”.

Rattoppi stradali in centro a Chivasso
Il punto, ancora una volta, è il solito. Non la mancanza di strumenti. Ma il loro utilizzo.
Perché nel frattempo la città racconta un’altra storia. Quella dei rattoppi che cedono dopo pochi mesi. Dei marciapiedi discontinui. Delle buche che tornano dove erano state chiuse.
E anche quella di un cortocircuito sempre più evidente: da una parte la narrazione dei lavori fatti, dall’altra le segnalazioni – spesso ironiche, a volte esasperate – dei cittadini.
Il rischio è che il problema venga normalizzato. Che diventi parte del paesaggio urbano.
Ma quando un ripristino fatto male diventa un pericolo, non è più una questione estetica. È una responsabilità.

Rattoppi mal eseguiti
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