AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
22 Marzo 2026 - 02:00
Ci sono voci che gridano nel silenzio, sguardi che chiedono aiuto. E poi ci sono persone che, lentamente, si smarriscono tra burocrazia, procedure e risposte che non arrivano. Storie difficili, complesse, che rischiano di confondersi nel mare di tante altre simili, fino quasi a scomparire.
A Leini c’è una di queste storie, una storia che non vuole compassione ma ascolto, è la storia di M. e della sua cagnolina.
Si sono incontrati sei anni fa e da allora non si sono più lasciati. La loro è una vera storia d’amore, fatta di piccoli riti quotidiani: uno sguardo, una coda che si muove, una piccola passeggiata insieme, una boccata d’aria fresca.
Per M., la sua cagnolina è presenza, equilibrio, un punto fermo nei momenti più difficili. “È tutta la mia vita – racconta – lei si merita tutto, l’unica cosa che mi pesa è angosciarla con i miei problemi”.
Oggi però quel fragile equilibrio rischia di spezzarsi. C’è una data precisa: 2 aprile 2026. È il giorno in cui M. dovrà lasciare la casa in cui vive. E da quel momento le domande restano sospese: dove andrà? E cosa ne sarà di loro due, insieme?
La difficoltà è concreta. Un affitto che non riesce più a sostenere, una situazione che si trascina da tempo, e nessuna soluzione stabile all’orizzonte. Per M., lasciare Leini sarebbe una ferita troppo dolorosa.
“Io vorrei una casa a Leini - dice – questo luogo rappresenta tutto per me, le mie abitudini, le persone, è la mia stabilità mentale, il mio posto sicuro”.
Negli ultimi due anni ha cercato risposte rivolgendosi ai servizi sociali, attraversando percorsi frammentati, cambi di interlocutori, attese.
“Non ti puoi raccontare tutte le volte”, ripete, stanco di dover ricominciare ogni volta da capo. Nel frattempo, la sua condizione personale, segnata da una fragilità psicologica, si scontra con criteri, requisiti, limiti amministrativi.
Le alternative proposte spesso non tengono conto di un elemento per lui essenziale: il suo cane. I centri di accoglienza possono ospitare una persona, ma non sempre un animale. E per M. la scelta non è negoziabile. “Preferisco stare male io, ma non far soffrire lei”.
Quella che emerge è una richiesta semplice, anche se difficile da realizzare: una casa, una stabilità minima, un punto da cui ripartire. “La casa per me è sicurezza – dice - Ho bisogno di sentirmi al sicuro, per me e per il cane”.

La sua è una voce tra molte. Oggi c’è M., domani potrebbe esserci qualcun altro. Storie diverse, ma attraversate dallo stesso rischio: quello di perdersi in un sistema che fatica a tenere insieme regole e umanità.
Quella che segue è la sua lettera. Un racconto diretto, senza filtri. È il grido d’aiuto di M., un tentativo, forse, di non restare invisibile:
“Sono il signor M.,
residente a Leini (TO), inizio col dire che non sono nelle condizioni di poter lavorare per motivi di salute. Per le medesime ragioni, non sono in grado di intraprendere un percorso di formazione. Attualmente beneficiario del SFL, che mi consente di ricevere un supporto economico. Restano ancora un paio di incontri previsti; al termine di questi, il beneficio non sarà più attivo, in quanto il SFL ha una durata complessiva di 12 mesi (scadenza aprile 2026).
Gli incontri mensili previsti sono stati svolti con regolarità e continuità. Mesi fa ho presentato richiesta per l’ADI, che è stata tuttavia respinta. Ho fatto una visita specifica per l'invalidità civile, avvenuta dopo più di 6 mesi dalla richiesta, la quale (senza una vera visita, ma con trascrizione di documentazione da me fornita) mi ha dato un punteggio del 50% che non mi dà alcun supporto psicologico ed economico.
Ho fatto una visita psichiatrica sia in ospedale a Chivasso sia attraverso il CSM di Settimo Torinese, avvenuta poi dopo svariati mesi presso il CSM di San Mauro Torinese, ma non sono stato preso in carico dal CSM, in quanto per il mio caso specifico non è possibile attivare un percorso di supporto.
A complicare la situazione si aggiunge lo sfratto per morosità, che fino adesso sono riuscito a rimandare, ma a breve dovrò lasciare l'alloggio e mi troverò in mezzo alla strada in data 02/04/2026.
Ho avuto contatti con il Comune di Leini in un paio di incontri e qualche contatto telefonico da circa un anno, ed è quindi a conoscenza della mia situazione.
Sono seguito dai servizi sociali da ormai 2 anni, e attualmente assegnato alla terza assistente sociale, con la quale più volte mi sono interfacciato per avere novità in merito a una sistemazione non temporanea (no albergo o alloggi condivisi).
Ho chiesto più volte informazioni sugli alloggi per persone con difficoltà (case popolari nello specifico), insistendo sull’apertura del bando presso il Comune di Leini (ultimo nel 2021), ma mi è stato detto costantemente che non dipendeva da loro e che non ero l’unico in questa situazione.
Mi è stata prospettata la possibilità dell’affitto assistito, con l’unico limite di dover cercare autonomamente la casa. Nelle condizioni in cui sono, è stato ed è difficile trovare una soluzione. Ho quindi chiesto al Comune una documentazione che potesse farmi da garanzia, ma mi è stata negata.
Ho avuto un incontro, dopo tempo, il 29/01/2026 tra me, l’assistente sociale, una referente comunale per l’affitto assistito e una responsabile di agenzia immobiliare, che non ha portato a nulla di concreto.
Vorrei farmi portavoce della mia situazione, chiedendo con la massima urgenza di poter aprire il prima possibile il bando per le case popolari, al fine di ottenere, dopo graduatoria, un’abitazione che mi permetta di vivere nelle condizioni in cui sono.
Sono un uomo solo con una cagnolina che amo profondamente, è la ragione per cui mi sveglio la mattina. Ho paura che, una volta in strada, le mie angosce possano peggiorare.
Questo vuole essere un grido di aiuto per chi ha responsabilità e possibilità di intervenire.
Chiedo che vengano messi a disposizione strumenti concreti, evitando che persone in difficoltà vengano rimbalzate tra servizi senza soluzioni.
Ho bisogno di una sistemazione stabile, non temporanea, e ribadisco l’urgenza di un’abitazione adeguata e dell’apertura del bando per le case popolari nel Comune di Leini”.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.