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Trump sulla moneta d’oro dei 250 anni: chi decide davvero e perché fa discutere

La Commissione per le Belle Arti ha dato il via libera al progetto “Liberty” con il volto del presidente. L’ultima parola spetta al Tesoro, tra dubbi legali, precedenti storici e scontro politico

Trump sulla moneta d’oro dei 250 anni: chi decide davvero e perché fa discutere

Trump sulla moneta d’oro dei 250 anni: chi decide davvero e perché fa discutere

Un gesto della mano, quasi distratto. Il vicepresidente della Commissione federale per le Belle Arti (Commission of Fine Arts, CFA) ha spostato verso il centro del tavolo il bozzetto di una moneta. «Rendetela il più grande possibile». Collegati in videoconferenza con la Zecca degli Stati Uniti (U.S. Mint), i funzionari hanno fatto una breve pausa. «Fino a tre pollici di diametro».

Su fondo d’oro, il profilo di Donald Trump. In alto la scritta “Liberty”, sotto le date “1776–2026”. La commissione ha dato parere favorevole a una moneta commemorativa per i 250 anni dell’indipendenza. Un via libera formale, ma con un peso politico evidente: i membri della CFA sono stati nominati dallo stesso presidente raffigurato.

La CFA, organo consultivo che valuta il disegno di monete e medaglie federali, ha approvato il progetto della moneta d’oro “Liberty” con l’effigie di Trump. Il parere non è vincolante, ma nella prassi orienta le scelte della U.S. Mint e del Dipartimento del Tesoro. L’ultima parola spetta al segretario al Tesoro, Scott Bessent, in carica dal 28 gennaio 2025.

La moneta rientra nel programma ufficiale per il 250° anniversario della Dichiarazione d’indipendenza, previsto per il 4 luglio 2026. Il piano comprende emissioni circolanti e da collezione, con nuovi disegni e richiami espliciti alla ricorrenza.

Il punto che ha attirato più attenzione riguarda le dimensioni. La CFA ha invitato a realizzare la moneta «il più grande possibile», fino a 7,62 centimetri di diametro. Non è una misura inedita per la numismatica statunitense, ma resta insolita per una moneta d’oro. La decisione tecnica finale spetta alla Zecca.

Il percorso che porta alla coniazione è definito. La U.S. Mint sviluppa i progetti e li sottopone a due organismi consultivi: la CFA e il Comitato consultivo per la monetazione (Citizens Coinage Advisory Committee, CCAC). I pareri non sono vincolanti. Decide il segretario al Tesoro.

Nel caso della moneta “Liberty”, la CFA si è espressa dopo aver già esaminato, il 22 gennaio 2026, le proposte per una moneta da un dollaro con il profilo di Trump. Il CCAC, invece, il 24 febbraio ha evitato di discutere sia quel progetto sia la moneta d’oro.

La composizione della CFA è un elemento chiave. Nell’ottobre 2025 la Casa Bianca ha sostituito tutti i membri nominati durante la presidenza Biden, ridefinendo l’organo alla vigilia delle decisioni sul 250°. La commissione è composta da sette membri scelti dal presidente.

Sul piano legale, la questione è più complessa di quanto appaia. Una legge del 1866 vieta di raffigurare persone viventi su titoli e banconote, ma non sulle monete. Il riferimento normativo più recente è il Circulating Collectible Coin Redesign Act del 2020 (legge pubblica 116-330), che disciplina le emissioni tra il 2022 e il 2030. La norma consente disegni legati all’anniversario e attribuisce ampi poteri al segretario al Tesoro.

Resta un vincolo: sul rovescio delle monete non possono comparire ritratti di persone viventi. Alcune proposte iniziali avevano sollevato dubbi proprio su questo punto. Secondo le valutazioni legali interne della U.S. Mint e del Tesoro, presentate alla CFA, il progetto rispetta la legge.

Un precedente esiste. Nel 1926, per i 150 anni dell’indipendenza, una moneta commemorativa raffigurava George Washington insieme al presidente in carica Calvin Coolidge. È l’unico caso documentato di un presidente vivente su una moneta statunitense.

Il programma per il 250° anniversario è ampio. Nel 2026 cambieranno temporaneamente i disegni delle monete da dieci, venticinque e cinquanta centesimi, tutte con la data “1776–2026”. Accanto alle monete circolanti, la Zecca ha previsto emissioni in oro e argento che riprendono modelli storici, oltre a medaglie celebrative.

L’approvazione della moneta “Liberty” si inserisce in un contesto più ampio. L’amministrazione ha inciso sulla composizione degli organismi che si occupano di arte pubblica e simboli nazionali. Le riunioni della CFA sono diventate terreno di confronto politico e giuridico, con interventi di esperti, parlamentari e osservatori.

Le critiche non mancano. Secondo alcuni, raffigurare un presidente in carica rischia di trasformare la moneta in uno strumento di promozione personale. Altri richiamano la normativa vigente e il precedente storico del 1926. Il dibattito riguarda anche il significato della parola “Liberty”: tradizionalmente associata a un’allegoria, qui viene accostata a un volto preciso.

Per ora la moneta non è definitiva. Il progetto esiste come raccomandazione della CFA. Tocca al segretario Bessentapprovare disegno, dimensioni, tiratura e prezzo. Solo con la pubblicazione ufficiale della U.S. Mint si conosceranno le caratteristiche finali.

La vicenda racconta un passaggio delicato. Le celebrazioni del 4 luglio 2026 non sono soltanto una ricorrenza storica. Mettono in gioco il modo in cui gli Stati Uniti scelgono di rappresentare se stessi. Anche su pochi centimetri d’oro.

Fonti: Commission of Fine Arts (CFA); U.S. Mint; Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti; Circulating Collectible Coin Redesign Act (Public Law 116-330); Washington Post; CBS News; The Guardian; Axios; PolitiFact; Corriere della Sera.

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